Evangelizzazione

Ho fatto un sogno e ho iniziato a Pregare

di Roberto Milone.

Non so quanto i sogni rappresentino la realtà. Siano cioè collegati alla nostra vita quotidiana e che cosa vogliono dirci. Talvolta accade che dei sogni ci colpiscano più degli altri e, una volta svegli ci ripensiamo per diverso tempo chiedendoci che cosa quel “sognare” ha voluto significare. “E’ stato solo un sogno, però…., non so come spiegarlo, ma, era tremendamente reale…


……L’altra notte ho sognato due ragazzi che salivano insieme su una collina.  Tenendosi per mano e appoggiandosi l’uno con l’altra proseguivano il loro andare verso una cima poco più in alto, attorniate da tante altre persone.  C’era pace, serenità intorno a quei due ragazzi poco più che 20enni. Davano l’idea di due giovani che insieme si affacciano alla vita. Un vento leggero li circondava. In alto un cielo terso. Era una terra particolare quella in cui si trovavano. Alcune croci segnavano il camminare. Li ho rivisti i due ragazzi uniti dal loro volersi bene insieme a tanti altri giovani. Erano volti pieni di sorrisi, gioia interiore. Era bellissimo ascoltare il suono di canti che testimoniamo il credere . La fede di ognuno dei presenti. L’abbracciarsi. Il dirsi prima delle parole: “Io ci sono. Sono tuo fratello nella fede. Non aver paura”. Alcuni di quei giovani sono saliti su una specie di palco in fondo hanno iniziato a parlare della loro esperienze. La difficoltà del vivere. La droga che ti brucia il cervello, l’alcolismo i veleni dell’epoca moderna. L’entrare in un tunnel. La morte dell’anima. Poi, attraverso la fede, l’iniziare un cammino faticoso, difficile verso una luce laggiù in fondo per tornare a respirare l’aria della vita. Mai da soli. Dagli inferi al cielo. Con una parola che aleggiava nella grande sala che li accoglieva, non c’era neanche il bisogno di scriverla da qualche parte. Una parola semplice che aveva il potere di cambiare il mondo: “L’amore, che da il senso ad ogni cosa”. C’era tanto amore che veniva espresso da quei visi sorridenti. Era tutto così semplice, pulito.

E’ stato bello quel sognare.

Hanno continuato a parlare quei giovani, persone. Li ho visti raccontare le loro esperienze di vita e di fede attraverso i grandi mezzi di comunicazione. In programmi televisivi, su siti internet, alla radio. Attraverso libri che venivano venduti a migliaia. Ho sognato i loro occhi che sembravano ridessero tanta era la loro gioia. Non era più una solo una stanza quella in cui si trovavano adesso tutto si era trasformato, da una umanità sofferente in un “qualcosa” che rappresentava un cammino,

un avanzare dirompente.

Ai giovani si sono uniti i più grandi , gli anziani, portando la loro esperienza di vita. Uomini e donne provenienti da tante esperienze di vita. Lavori, età diverse. La sale, i luoghi di questa umanità si moltiplicano a dismisura, all’infinito. Un  messaggio di fede, gioia che si trasmetteva attraverso i mezzi di informazione. L’amore come grande notizia da veicolare perche ogni persona ne potesse trarre una speranza per la propria vita.

Ho sognato una ragazza dire: “Basta con il veleno che ci viene dato a piene mani per ucciderci nel profondo che non ci fa vivere. Basta con i mercanti di morte. Basta con il male che ci circonda”.

Poi, quel sogno ha preso una direzione diversa.

C’erano delle persone, una decina, in giacca e cravatta attorno ad un grande tavolo rettangolare alla cui cima c’era un uomo elegantemente vestito sui 60anni. Guardavano un grande schermo in fondo alla sala che trasmetteva le belle immagini dei quei ragazzi. Il loro raccontarsi, il loro vivere la fede. “Bisogna fermarli. Bisogna rendersi inoffensivi”. Le parole di una donna; sembrava nel suo modo di fare una manager dei nostri tempi. Tradiva la sua voce un allarme. “Dobbiamo impedire che il loro messaggio si diffonda”. La voce di un altro uomo presente a quella riunione. “Dobbiamo passare all’offensiva. Distruggiamo la parola amore, sostituiamola con il concetto di sesso. Sesso a buon mercato. Un richiamo a cui nessuno è immune. Soldi, potere, sesso. L’uomo moderno è lì che aspetta tutto ciò. Sarà facile dargli questo veleno. Quando se ne accorgerà sarà troppo tardi”. Il ragionamento dell’uomo fu interrotto da un altro manager “Chi sono quei due ragazzi su di una collina?”. Un gesto di disgusto si formo sul suo volto. “Non voglio vedere quelle croci”. “Voglio immagini di rabbia, violenza. Voglio che le coscienze siano condizionate riempite di messaggi negativi all’infinito. Dove la parola fede non abbia più senso”. Un altro uomo sembro contraddirlo. “Se ne accorgeranno?”. “La nostra forza è non essere percepiti. Noi non esistiamo. Il concetto del male non esiste nell’epoca moderna. Solo cosi saremo capaci di agire indisturbati”.

Le ultime parole, quasi urlate si persero nella sala.

Prima però di lasciare ai ricordi dello svegliarsi quel sogno udii in lontananza delle suore di clausura iniziare con delle parole di fede la giornata.

Mi ritrovai sveglio, un po’ provato seduto ai bordi del letto. Osservai che i primi raggi di sole iniziavano a filtrare nella camera dove mi trovavo. Mi alzai aprendo la finestra e lasciando che la  luce del mattino entrasse nella stanza.

Poi, tornai ad appoggiare, in ginocchio, le braccia sul quel letto e, iniziai a pregare.

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Cavalieri della Luce

Persone che decidono di “lasciarsi arruolare nell’esercito di Gesù” per portare la rivoluzione del Vangelo nel mondo.

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