Media e TV

Quando la Tv in bianco e nero ci donava i colori.

Che nostalgia di quel calore familiare,tutti intorno alla tv, quella tv fatta di leggerezza e semplicità. Una tv che solo a pensarci mi commuove. Era un momento di unità e famiglia. Nessuno era distratto da cellulari o computer.

Si stava insieme davvero. La mia infanzia e gioventù,la ricorderò per sempre così. Avevamo una sola tv e inizialmente in bianco e nero,ma che riusciva a lasciarci traccia di colore. Io e i miei fratelli, facevamo a gara per il posto migliore sul divano, accanto ai nostri genitori.

Era una prima fila ambita. L’intrattenimento, l‘informazione, i volti noti della tv, planavavo lentamente sulle nostre anime come farfalle,quasi in punta di piedi con estrema delicatezza. Adesso, ne siamo bombardati. Ci si nutre di volgarità (che non è solo la parolaccia) di pregiudizi e di ascolti in modo ossessivo (che non corrispondono sempre a qualità), spettacolarizzando dolore e sentimenti, perdendone di umanità.

Ci si massifica, ci si adegua, ci si snatura.

Errando!

E’ l’epoca della “diffusione gratuita del terrore e del dolore” delle “fakenews” delle “esclusive” a tutti i costi, che calpestano la dignità delle persone.

E l’umanità che “guarda” si suddivide in svariate tipologie.

Ci si deprime,ci si deprime ma si reagisce,ci si nutre allo stesso modo di dolore,si rimane indifferenti.

Ammetto di rientrare, ogni tanto, nella seconda categoria.

Forse la sensibilità mi porta ad assorbire il dolore di tutti.

Forse perché le mani li metto sempre sul cuore e mai sugli occhi.

Forse perché, mentre tento di non farmi inquinare ed assorbire totalmente dai mass media, ancora, dentro di me, scorre la speranza che striscia anche la gioia,e non solo la notizia.

C’è la frase di una canzone che dice:

“Ma contro ogni terrore che ostacola il cammino, il mondo si rialza con il sorriso di un bambino” e possiamo ancora oggi, trasformare la nostra paura, a volte reale, altre indotta, in forza.

Trasformare il dolore in Amore. Ripartire sempre da quel bambino che vive dentro di noi.

Chi ha a disposizione una penna, una telecamera, un microfono come me, ha una grande responsabilità.

Basterebbe  non s-vendere la propria anima al diavolo.

Al nudo del vero, quello che di se stessa una persona dichiara ad un’altra, non passa da ciò che dice o ciò che mostra, ma da quello che ne fa della sua vita. Da come ne tratta l’opportunità e l’unicità; da come riempie il suo tempo e cura la propria esistenza.

Da come sa nutrire la semplicità, accompagnare il quotidiano e (soprattutto) dal suo modo di ringraziare.

Solitamente si considerano miracoli, camminare sull’acqua o per aria, guardando il sole che gira o aspettare le apparizioni a tizio o caio, ma io credo fortemente che il vero miracolo sia camminare onestamente e “davvero” su questa terra, che semplicemente ci ospita. A cuore scalzo.

Ogni giorno apro gli occhi e svuoto completamente la mente dai problemi e cerco di non smarrire mai la vista del mio cuore.

Quella vista che riesce a vedere tutti  quei miracoli che a volte quasi non riconosco più: le nuvole, l’arcobaleno, un cielo azzurro, un fiore, la vita, l’Amore, i nostri occhi, quelli dei miei nipoti e delle persone a me care.

L’Amore che dura e resiste al tempo, alla distanza, all’eternità.

Quando tanti sacrifici amati non vengono quasi considerati o apprezzati, perché ormai è quasi tutto dovuto e scontato, ma come Maria sotto la Croce del figlio, continuo ad Amare tra lacrime e silenzi.

Troppo spesso dimentico che anche io sono “sistema” e se il mondo moderno della comunicazione non mi piace, non devo solo lamentarmi, devo anche smettere di nutrirlo.

Non tutti abbiamo il dono della sintesi,e questo bombardamento mediatico, a volte  provoca smarrimento.

La paura fa sbagliare. La paura paralizza.

Allora, sin dalle prime ore del mattino, chiedo aiuto a Dio e al mio angelo custode e al tempo stesso Li ringrazio.

La preghiera è basilare, fondamentale, e la possiamo fare tutti, anche senza troppe regole. La preghiera,non è una poesia da recitare o una formula magica, è comunicazione del cuore.

Esserci davvero, con i nostri limiti, con le nostre fragilità, lì dove siamo chiamati a vivere.

Esserci oltre la preghiera è già preghiera.

Se la notte, ricarico la batteria del mio cellulare, di giorno, ricarico il mio cuore con la preghiera.

In questa grande torta del mondo mediatico, cerco sempre di non smarrire i miei valori. Di non mangiare con avidità la mia fetta. Scelgo di condividerla. Scelgo notizie che fanno bene al cuore e all’anima. Scelgo la carezza e il sorriso.  Perché il mondo è pieno di notizie belle, bisogna avere solo la volontà di andare controtendenza.

Scelgo la speranza.  Scelgo l’Amore.

Bisogna ancora oggi urlare al mondo, nonostante il male evidente (come cantano Moro e Meta- vedrete che successo sarà questa canzone):

“NON MI AVETE FATTO NIENTE”

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