Attualità

Laboratorio esperienziale di formazione al volontariato in Cittadella a Medjugorje: Un’esperienza da raccontare…


I Micors sono chiamati a portare l’abbraccio di Gesù misericordioso a quanti sono nella sofferenza fisica e spirituale (ospedali, carceri, baraccopoli), testimoniando con la propria vita quanto sia infinito l’amore misericordioso del Padre; si impegnano in particolare nelle opere di misericordia e nella realizzazione di progetti in Paesi in via di sviluppo”  Nuovi Orizzonti, Statuti Generali

Ed ora vi lascio alla testimonianza di Rossana sull’esperienza Micors vissuta insieme a Medjugorje.

Dopo un interminabile viaggio via terra finalmente siamo arrivati!

I cancelli della Cittadella “Orizzonti di Pace” a Čapljina di Medjugorje sono spalancati.

Era dal 2007 che mancavo da questa terra così speciale. La cittadella era ancora un sogno, i lavori procedevano come ora a Frosinone.

Il gruppo di Micors è eterogeneo e si è ingrandito lungo la strada in Italia nei vari punti d’incontro e anche in Bosnia e in Croazia.

Già da subito ci rendiamo conto che il gruppo è formato da persone di tanti paesi e tante realtà diverse e che questa sarà una grande ricchezza. Gli incontri saranno sul volontariato internazionale e la cooperazione. E’ come se ciascuno di noi abbia sentito un richiamo irresistibile che ci ha spinto ad affrontare viaggi assurdi, a lasciare le nostre famiglie durante le feste di Natale e correre tutti qui sotto la protezione speciale di questa Mamma del cielo che ha tanto a cuore le sorti dei suoi figli più piccoli.

Tutto va come deve, i furgoncini sono carichi di doni per gli anziani e i bambini che incontreremo in questa settimana, si prega per non avere problemi alla dogana, abbiamo preparato tutto con tanta cura perché sia festa per tutti e tutti ricevano un dono.

Per chi fa parte di un’altra realtà ed è qui per la prima volta è come un riconoscersi più che incontrarsi per la prima volta: da subito fratelli in Gesù.

Don Ermanno è stato un tramite per riunire tante realtà con un unico scopo: portare l’abbraccio d’Amore di Gesù a tutti i piccoli e i poveri partendo proprio da questa terra martoriata dove la Mamma ha scelto di restare per tutti questi anni definendosi da subito “Regina della Pace”.

Oltre a Nuovi Orizzonti che ha organizzato l’evento di Formazione al volontariato internazionale come laboratorio esperienziale, erano presenti alcuni volontari italiani, croati e bosniaci dell’associazione “il giardino delle rose blu” (che opera in vari settori nei paesi balcanici e, in particolare, nell’ospedale pubblico di Gornjia Bistra dove sono presenti 120 bambini con gravi malattie genetiche e che ad oggi conta oltre 5000 volontari italiani che si alternano in turni di una settimana per non lasciare soli questi piccoli da oltre dieci anni). Preziosissima è stata la partecipazione di 13 giovani croati e della Bosnia Herzegovina che, per la prima volta, hanno vissuto un’esperienza di formazione al volontariato.

La mattina tutto inizia con la meditazione del Vangelo e ci accorgiamo che alcuni di noi non sono credenti e sono qui per obbedire ad una legge d’Amore scritta nei cuori di tutti gli uomini, altri si sono allontanati e da tanto tempo non partecipano più all’Eucarestia.

Don Ermanno dovrebbe tenere un seminario sul significato del volontariato, invece dopo avere raccontato un po’ della sua esperienza nei paesi balcanici e del suo incontro con  Nuovi Orizzonti decide di chiedere a tutti noi (siamo circa una sessantina) quali siano i punti più importanti e imprescindibili per chi voglia fare questa esperienza del volontariato e via via vengono scritti alla lavagna. Alla fine tutti restiamo stupiti, senza volere leggiamo alla lavagna dieci punti: siamo tutti d’accordo, Don Ermanno sorride e dice “ecco il decalogo del volontariato, ora ci divideremo in dieci piccoli gruppi e approfondiremo ogni singolo punto, un responsabile si occuperà di scrivere tutto e consegnarlo agli altri.”

Alla fine da ogni parte d’Italia, della Bosnia Herzegovina e della Croazia ognuno di noi avrà tutti i dieci punti da vivere ogni giorno nel luogo dove ognuno si troverà dopo questo tempo insieme, infatti da tutti i gruppi è emerso coralmente che non è possibile fare volontariato ma che si può essere volontari e che questo cambierà per sempre tutti gli aspetti della nostra vita di tutti i giorni.

Nel pomeriggio andiamo tutti insieme nel Campo profughi dove molte famiglie tuttora vivono all’interno di containers ancora dopo tutto questo tempo.

Ci ritroviamo in uno stanzone grande senza finestre con una lunga tavola improvvisata. All’ inizio l’atmosfera è gelida e non parlo solo di temperatura. Ben presto però i nostri amici clown rompono il ghiaccio appaiono i primi sorrisi timidi, la tavola viene subito imbandita a festa i palloncini riempiono di colore la stanza,ma ancora ci sono poche persone, ci dicono che tanti sono rimasti in casa.

Ci guardiamo negli occhi e decidiamo di andare a fargli visita nelle loro case per portargli i nostri auguri, un abbraccio, un sorriso e un invito speciale alla festa, ma soprattutto per ascoltarli.

Così partiamo in piccoli gruppetti e l’accoglienza di queste persone che hanno perso veramente tutto è commovente: sono felici di incontrarci, della nostra visita, ci preparano il caffè turco ci raccontano le loro storie dolorose che sanno di guerra, di nervi a pezzi per il troppo dolore, mano nella mano, occhi negli occhi e cuore a cuore, alla fine ci chiedono di pregare insieme e benedire la casa “grazie ma alla festa queste due donne mamma e figlia di venire non se la sentono”. Andiamo via gli altri ci stanno aspettando su, ci abbracciamo come se fossimo di famiglia e fossimo stati ospiti per le feste.

La sera andiamo tutti alla Fonte, in parrocchia c’è l’Adorazione e Lode del Santissimo Sacramento, Gesù esposto per tutti noi pellegrini giunti da tutto il mondo. Ognuno di noi riceve il suo dono speciale; stranamente anche chi non crede si ritrova inspiegabilmente davanti a Lui.

La mattina dopo i nostri amici volontari clown si mettono all’opera con tanta serietà e iniziamo tutta una serie di esercizi in coppia o in gruppo che si basano sulla totale fiducia nell’altro che è responsabile di noi e a cui bisogna affidarsi totalmente. La nostra umanità si affaccia presto in tutta la sua fragilità ma è bello vedere come piano piano i cuori si aprano, le rigidità si sciolgano, i visi spaventati o preoccupati si aprano in sorrisi e risate.

E’ vero: stiamo facendo esperienza tra di noi dell’accoglienza dell’altro nella sua diversità, della fiducia e del consegnare il proprio vissuto nelle mani dell’altro.

Come pretendere di portare agli altri qualcosa che non abbiamo il coraggio di fare noi stessi?

I giorni corrono veloci ma densi; la mattina tutti insieme e poi divisi in piccoli gruppi andiamo dai bambini, al campo profughi,a fare le visite alle famiglie povere, ognuno di noi fa un incontro speciale che si porterà nel cuore.

Questi giorni ci è sembrato di stare un po’ fuori dal mondo e così visto che nel mondo siamo tenuti a stare e testimoniare, ci pensa Fra Franio Radman, di Sarajevo, a iniettarci una potente dose di realtà con un reportage sulla guerra e tutta l’attività di ricostruzione post-bellica, ormai nessuno di noi ha dubbi è stata una guerra feroce, crudele ,improvvisa e Fra Franio dice “la pace non è stata elaborata dal popolo, è stata imposta una tregua dai caschi blu con la forza, i confini dei paesi sono stati delineati da potenze straniere in base alla situazione del fronte nel momento in cui è stata imposta la tregua, le munizioni sono state separate fisicamente dalle armi, i mitragliatori sono stati segati in due. Noi Italiani non possiamo capire quello che hanno passato i nostri amici di Sarajevo, di Zagabria, di Mostar tra i volontari ci sono ragazzi Bosniaci, croati  la tensione si tocca con mano, le ferite sono profondissime e sanguinano, così lasciamo parlare loro. E’ difficile ma una ragazza dice “prima o poi dovremo sederci e parlare di quello che è successo perché ci sia vera Pace ma è ancora troppo presto”. Io penso che sia già un inizio e che queste giovani generazioni possano veramente farlo, penso che essere qui riuniti nel nome di Gesù sia già un passo per creare ponti di pace almeno, intanto nei nostri cuori, qui nella cittadella Orizzonti di pace subito, fuori nel mondo speriamo presto.

Il pomeriggio ci ritroviamo di nuovo tutti insieme… destinazione casa di riposo degli anziani di Caplijna. Ci stanno aspettando, sono riuniti nel grande salone, sono tutti in fermento, si affacciano curiosi per vedere chi arriva, qualcuno di loro ci prende subito a braccetto. Alcuni di noi vanno da quelli che non possono alzarsi dal letto. E qui succede il miracolo del linguaggio universale dell’amore. Ci ritroviamo a parlare per ore con questi nonnetti e nonnette scatenatissimi senza capire una parola della loro lingua!!!  Musica, canto, danza piccoli scherzi, disegno tutto va bene per stare insieme e fare festa (festa pare essere l’unica parola uguale nelle due lingue).

Il giorno dopo riceviamo un regalo meraviglioso: Margareta detta “Maggie” viene a trovarci da Zagabria per passare il Capodanno con noi!!!!!!!!!!

La sua presenza da sola basta a ricordarci che niente è impossibile per chi spera in Dio.

La verità è che per Maggie ogni giorno è un dono, secondo i medici che l’hanno in cura da anni la sua malattia non permette un’aspettativa di vita maggiore di 22-24 anni ma Maggie ne ha 32 e i calcoli non le sono mai piaciuti, è affetta da Epidermolisi Distrofico Bollosa Ereditaria.

Il suo sguardo, il suo sorriso,il suo modo di parlare sprizzano una vitalità prorompente e contagiosa ogni cellula tradita dal suo DNA si è presa una rivincita  innegabile sulla Vita  è un Canto alla Vita che urla con tutte le sue forze “Voglio vivere” ,non voglio sprecare neanche un istante della mia vita. E’ vero anche il dolore è tanto ma Maggie non ama parlarne, quando ci racconta un po’ di sé mi colpisce tanto il suo rapporto con Gesù, la sua confidenza. Parla a Lui direttamente ,ci racconta che quando desidera tanto qualcosa e non riesce a farla per via delle sue condizioni, ci si arrabbia e non gli parla per cinque, sei giorni sembrano le litigate fra marito e moglie.

Ora è tanto felice… si sentiva sola per un viaggio in Italia che è inspiegabilmente sfumato, a Capodanno voleva stare in compagnia, fare festa insieme, “ora Gli posso parlare di nuovo”dice con un sorriso enorme “perché mi ha donato l’accoglienza in Cittadella e tanti fratelli e sorelle che mi aspettavano”..

E così il quadro è completo: ora ci siamo veramente tutti. Domani tutti insieme sul Podbrdo i ragazzi di Stella del Mattino si sono offerti di portare Maggie fino in cima.

Il Signore Gesù ci ha colmato di grazie e di doni meravigliosi e così dopo la Santa Messa e il cenone di fine anno ci ritroviamo tutti insieme nella sala (che gli ospiti dell’albergo hanno ribattezzato sala MICORS) a lodare e ringraziare il Signore dei prodigi che ci ha fatto contemplare in questo anno e specialmente in questi giorni qui a Medjugorje. La Lode è stata intensa e lo Spirito Santo ci ha donato una Sua presenza concreta e reale che ci ha riempito il cuore… La gioia esplode ed è contagiosa gli ospiti dell’albergo si sono uniti a noi…ci sono i fuochi di artificio nel Piazzale di Cittadella e poi di corsa al palazzotto per una bellissima festa: si balla tutti insieme e il regalo più bello è la gioia di Margareta che balla scatenata sulla sua carrozzina con le ruote arcobaleno all’interno del quale, come avvolte in un meraviglioso abbraccio, brillano 4 meravigliose rose blu;  l’unico pensiero che mi sfiora la testa è che sono felice e che il paradiso è già in terra quando riusciamo a vivere tutti insieme in Dio e con gioia diventiamo il suo abbraccio misericordioso per i nostri fratellini che vivono nella sofferenza.

Rossana

Cavalieri della Luce

Persone che decidono di “lasciarsi arruolare nell’esercito di Gesù” per portare la rivoluzione del Vangelo nel mondo.

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