Attualità

LA MIA ESPERIENZA in BRASILE (di Matteo Zini)

Sono passate ormai due settimane dal nostro rientro in Italia ma il cuore ancora non riesce a sintonizzarsi sul nuovo fuso orario. La chiamano “saudade” che in italiano suonerebbe più o meno come “nostalgia”, per quanto questo termine non riesca minimamente a contenere il bagaglio di emozioni e di vissuti che ciascuno di noi si è portato a casa.

Un mese, un intero mese in missione tra favelas, ospedali, carceri e strade di terra battuta, a due passi da una lussuosa skyline fatta di centri commerciali e grattacieli nascondigli per uomini che si credono tanto onnipotenti da poter disporre di vite di piccoli innocenti a loro piacimento.

E quando ho chiesto come fosse possibile che tanta ricchezza e miseria convivessero a due metri l’una dall’altra senza che questo desse troppa pena, un fragoroso silenzio mi ha fatto intendere che non era dato sapere la risposta. O che forse nemmeno c’era una risposta.

Sta di fatto che ho ancora stampati nelle mente e nel cuore gli occhi imploranti di quei bambini che al solo incrocio con il tuo sguardo ti penetrano nelle ossa con un unico griPROGETTO UMANITARIO COMUNITA' NUOVI ORIZZONTI BRASILEdo silenzioso che recita: “AMORE!”.

E allo stesso tempo ho altrettanto ben impressi nei miei ricordi, quasi fosse un fermo immagine, gli schermi dei televisori delle baracche nelle favelas, rigorosamente collegati ciascuno alla propria antenna parabolica, che trasmettono ininterrottamente scene di luccicanti amori rubati tratti da una qualsiasi telenovela.

Insieme a tutto questo sento ancora vivido il meraviglioso profumo di bucato, steso sopra un filo tirato tra due muretti ricoperti da cocci appuntiti per dissuadere eventuali ladri e malintenzionati. Che poi, cosa potrebbero mai portare via da una di quelle “scatole di sardine” i cui inquilini chiamano “casa”, se non i polli che scorrazzano liberi in mezzo alla “camera da letto” quasi fosse la loro aia domestica?

Eppure in mezzo a questo inferno, a questa incredibile devastazione dei corpi e delle anime, ho visto anche la Luce.

La Luce di donne e uomini che con grande coraggio e dignità hanno saputo alzare lo sguardo verso un Cielo che per quanto stretti siano quei vicoli appare solo di tanto in tanto tra un tetto di lamiera e l’altro. E benedire Dio per aver dato loro il Dono della vita!

La Luce di tanti ragazzi e ragazzi che non si sono lasciati andare alla rassegnazione e al fatalismo ma hanno saputo alzarsi da una delle tante seggiole, spegnere la televisione e cominciare ad allargare quello squarcio tra i tetti per far entrare la Luce nelle tenebre di quelle terribili periferie esistenziali.

971350_10201313007647785_1015234236_nLa Luce di tanti giovani che grazie all’incontro con l’Autore della Vita che li ha strappati dalle grinfie della morte e dal male hanno voluto ridonare a Lui tutto il loro cuore perché la Sua Luce potesse tornare a brillare in quei luoghi oscuri e ridonare nuova Vita a tanti altri fratelli.

E se è vero che tante impressioni così dolorose si sono infilzate nel mio cuore come spade affilate, è altrettanto vero che tali ferite sono state fasciate e consolate da quei volti sorridenti che reclamano ancora una straordinaria voglia di vivere, da quelle mani tese pronte a donare ciò che nemmeno possiedono e a rialzare chi si sente troppo stanco per credere ancora nella vita, da quei piedi che camminano incessantemente avanti e indietro su quelle lunghissime strade sterrate per portare un po’ di ascolto, condivisione, conforto, gioia a chiunque non ce la fa più.

In una parola a portare a chi non è amato, l’Amore.

Ecco cosa mi è rimasto di questo Brasile così immenso ed estremo, dove tutto è bianco o nero e non esistono le mezze misure, dove vale tutto e il contrario di tutto.

Brasile missione Nuovi OrizzontiE’ questa la meraviglia più grande, l’aver potuto contemplare con i miei occhi l’Amore trionfare sulla Morte, veder nascere tanti nuovi Soli all’interno di questi Abissi e baratri infernali, toccare con mano il miracolo della Vita che non muore e dona nuova Speranza.

Dunque grazie Sandra, grazie Dania, grazie Francesco, Gessé, Lidiana, Hianny, Max, Rosy e tutti ma proprio tutti quanti voi (e ognuno metta il proprio nome!) che giorno e notte instancabilmente siete quei volti, quelle mani e quei piedi che fanno camminare nuovamente Gesù su questa terra, così ferita e allo stesso tempo così trasfigurata di Luce, che è questo meraviglioso Brasile!

Grazie di cuore!!!

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Cavalieri della Luce

Persone che decidono di “lasciarsi arruolare nell’esercito di Gesù” per portare la rivoluzione del Vangelo nel mondo.

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