Pensieri e RiflessioniSpiritualità

Come brace che arde sotto le ceneri

Rinunce e talenti

Non avrei mai pensato che, perfino un laboratorio sulla comunicazione e i mass media, potesse farmi scoprire qualcosa in più di me; eppure avrei dovuto immaginarmelo, a Cittadella Cielo tutto è possibile…

Mi piace comunicare, mi piace trovare modi nuovi per diffondere bellezza, cercare di mettere l’accento sul tema, come nelle migliori composizioni di Bach: in modi spesso diversi torna fuori, riemerge.

Si! Perché la Bellezza, se è tale, riemerge, come la Verità, si impone senza urlare, si distingue senza vaneggiamenti ostili.

In questi giorni ho ripensato a quante volte avrei voluto farlo, dall’adolescenza, proprio quel che sto facendo ora: scrivere, non per me ma per te che leggi; qualche tempo fa non l’avrei mai permesso; questo file sarebbe rimasto nascosto in qualche confusa cartella del mio PC.

Perché? Perché scripta manent: le parole dette possono essere limate, facilmente ritrattate; quelle scritte invece rimangono ed io sono sempre stato molto evanescente, nebuloso, nel parlare e nel mostrarmi, un gran prigioniero del giudizio altrui o del mio, ancor più lapidario.

Comunicare vuol dire esporsi e per me, sporgermi sulla soglia dell’anonimato, voleva dire espormi al giudizio, a volte perentorio, quello che per troppo tempo ho temuto. E così lo scrivere è andato perduto, dimenticato. E non solo quello.

Come brace ardente sotto le ceneri delle paure, così possono restare i nostri talenti.

Spesso siamo un oceano inesplorato, una montagna vergine, un pianeta sconosciuto.

Pensiamo di conoscerci come le nostre tasche e poi scopriamo che c’è molto di più, che non esistono persone senza talenti; ne esistono molte che han cercato fuori, quello che potevano trovare dentro, diventando la brutta copia di qualcun altro.

Pezzi unici, dna irripetibili,… tu ed io possiamo uscire da qualsiasi ripiegamento ed andare oltre. A qualsiasi età, in qualsiasi istante, sperimentarci nuovi, in quello spazio, sulla soglia, dove ci siamo mille volte fermati.

Ogni volta che sperimentiamo un’ansia dinanzi a qualcosa che rischiamo di non saper fare, potrebbe essere il preambolo di una stupenda novità. La nostra interiorità grida, con l’ansia, il terrore di un fallimento, anche solo di una brutta figura, ed io e te rischiamo di passare oltre: perdere qualcosa di stupendo che Qualcuno ci ha donato.

E se per una volta andassimo oltre e, quella brace nascosta, potesse diventare il più luminoso dei fuochi?

Don Daniele Pavone

Cavalieri della Luce

Persone che decidono di “lasciarsi arruolare nell’esercito di Gesù” per portare la rivoluzione del Vangelo nel mondo.

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