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“Caduta libera”

Tra social e realtà

La sveglia suona , 7.30 del mattino. Inizia la giornata. Accedo su Facebook. Scorro sul display del mio telefono, posso osservare tutto ciò che accade agli altri. Qualcuno mostra un nuovo piatto di pasta appena creato, qualcuna la sua relazione con un nuovo ragazzo, molti la propria vita lavorativa, altri il loro viaggio in giro per il mondo.

Ragionate come se ogni momento della vostra vita reale fosse completamente mischiata e collegata con una vita virtuale, come se non ci fosse più differenza tra i due mondi; il virtuale e il reale.

Per un istante potete riflettere, immaginandovi l’istante più delicato della vostra esistenza, come ad esempio un lutto, il fine di una lunga relazione, il litigio con un fratello. Pensate se questi attimi fossero poi valutati come gradevoli o meno, commentati ed infine condivisi da centinaia di persone.

“Caduta libera” è la prima puntata della terza stagione del telefilm Black Mirror. In un mondo reale si vive come se la vita di ognuno fosse destinata alla valutazione di un pubblico. Più sei carina attraverso le foto che condividi più puoi conquistarti i fan ottenendo i loro voti.

Più ottieni punti, più aumenti di “status” sociale, puoi quindi permetterti una bella villa e circondarti di gente famosa e ricca.

La protagonista va a fare colazione, mangia in modo perfetto un biscotto, lo posa vicino al cappuccino ancora non gustato. Fotografa il quadretto e pubblica. I suoi followers valutano quanto sia bella la sua foto programmata e organizzata sino all’ultimo dettaglio, è preciso il modo in cui mangia il biscotto, è perfetto il modo in cui lo posiziona vicino alla tazza ancora non assaporata. Poi va al lavoro, incontra una collega nell’ascensore, conversa con lei, cerca di essere il più cordiale e accondiscendente possibile, al fine di tale momento attraverso il suo smartphone invia alla collega e riceve a sua volta delle stelline valutative. Le stelline stabiliscono quanto sia stato piacevole il momento appena vissuto. La valutazione virtuale determina il suo posto nella società. La storia della puntata continua così, con un continuo scambio relazionale dove ci si valuta e ci si piace in base ai momenti vissuti che diventano sempre più intimi e delicati.

Ogni esistenza ha una storia, ogni giorno abbiamo la possibilità di raccontare un pezzo della nostra vita come in un social o in un libro. Cosa e come scegliamo di raccontare? Cosa vogliamo mostrare al mondo? Quello che succede in un mondo virtuale potrebbe essere molto simile a ciò che viviamo nella realtà. Ogni giorno quando ci alziamo dal letto scegliamo come sorridere, come arrabbiarci, cosa dire e cosa nascondere. A volte è sano non mostrare la parti più private di noi, si potrebbe rischiare di svendere le nostre vite come oggetti in un “black friday”, basta svendere il prodotto d’impatto meno costoso.

L’essere umano è infinitamente di più, molto più complesso e molto più straordinario per valutarlo con delle stelline. Dalla puntata si evince una sorta di finzione umana, l’umano è reso oggetto e valutato continuamente come fosse un nuovo prodotto cosmetico appena uscito sul mercato.

Ogni emozione della protagonista, ogni suo dolore, stress e difetto, viene pubblicato e quindi giudicato. Questo mondo virtuale nel telefilm “black mirror” non rappresenta altro che una paura profonda dell’essere umano, quella di essere giudicati, non accettati dalla società: “non sei abbastanza figo”, “non sei alla moda”, “sei uno sfigato”, “sei solo”, “non sei all’altezza”. Bisogna, ad ogni costo rispondere alle aspettative degli altri, sempre più giudicanti, sempre più irraggiungibili.

La domanda opportuna sarebbe quella di chiederci, mi sento giudicato? Se si, io giudico mai? Questo processo relazionale spesso è un vortice che non ha né un inizio né una fine. Guardare all’altro con la chiave del giudizio non ti fa vedere te stesso. Non ti fa capire l’essenziale della vita, ciò che conta davvero per la tua esistenza. A tal proposito penso sia opportuno riportare una celebre frase di Charlie Chaplin:

“Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere cosi come sei!
Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un opera di teatro, che non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca senza applausi…”

Con questa frase rifletto sulla mia vita, su quanto sia importante Vivere e non sopravvivere, in ogni istante, prestando attenzione a ciò che conta davvero, all’essenziale, questo è ciò che mi fa respirare con il cuore e vivere con gioia. Essere e diventare ciò che sono, è ciò di cui il mio cuore ha bisogno.

Solo così l’opera della nostra vita si concluderà contornata di applausi amorevoli da chi ci ama davvero perché siamo stati semplicemente noi, con tutte le nostre fragilità. Senza inventarci di essere “un altro noi”, senza dover dimostrare niente.

La puntata “Caduta libera” vuole farci aprire gli occhi, il cuore, le emozioni, su alcune dinamiche che adottiamo nella nostra vita, è l’occasione per “cadere liberamente” nel nostro cuore. Fare questo viaggio ne costa di fatica e sofferenza perché a volte non si sa a cosa si va incontro, è come prendere un biglietto aereo senza sapere la meta, senza conoscere l’orario di partenza. Non esiste un programma, esisti solo tu con tutto te stesso.

Vuoi provare ad iniziare questo viaggio? Allora non posso che augurarti una buona visione!

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