Pensieri e Riflessioni

Il libro del futuro

In un tempo, come questo, di incertezza non sarà forse inutile una storia in qualche modo antica e in qualche modo vera, intitolata ‘Il libro del futuro’.

Nella grande città di Praga viveva non molto tempo fa il celebre Rabbi Yitzhaq, a cui molti si rivolgevano per avere consigli spirituali. Un giorno si recò da lui un uomo pio di nome Marek, preoccupato come molti genitori in quel tempo di crisi per l’avvenire del proprio figlio, che stava terminando gli studi ed era ormai prossimo alla maggiore età.

– Rabbi, siamo una famiglia povera, il lavoro scarseggia, temo che mio figlio avrà un futuro difficile. Come posso aiutarlo?

Rabbi Yitzhaq, che era uomo di grande umanità, lo ascoltò con benevolenza e quand’egli ebbe finito, sorrise, si alzò, prese dalla sua libreria un libro voluminoso, rilegato elegantemente in pelle scura, lo porse a Marek e disse senza esitazione:

– In questo libro troverai le risposte che cerchi alle tue domande.

Marek fu molto risollevato a quelle parole, ringraziò Yitzhaq e tornò a casa con il libro sottobraccio.

Grande però fu la sorpresa, e anche il disappunto, quando sfogliandolo, si rese conto che le sue pagine erano completamente bianche. Il rabbi aveva preso il libro sbagliato? O lo aveva ingannato? A che cosa poteva servire quel libro vuoto per aiutare suo figlio?

Il rabbi Yitzhaq all’indomani partì e Marek rimase senza una spiegazione e senza risposte. Quando suo figlio Jan gli chiese cosa fosse quel grosso volume sul tavolo del soggiorno, rispose brusco: 

– Un bell’imbroglio del rabbi Yitzhaq – e gli spiegò come erano andate le cose.

– Beh potremmo scriverci la nostra storia, visto che c’è tanto spazio.

Marek rimase sorpreso da quella proposta, ma l’idea, per quanto non soccorresse al suo bisogno, alla fine non gli dispiacque, del resto era venuta da Jan e i giovani raramente si interessano a ciò che appartiene al passato.

In attesa di chiedere spiegazioni al Rabbi su quello strano oggetto, i due si misero al lavoro. Il padre ricordava e scriveva, il figlio faceva le ricerche necessarie a ricostruire la storia della loro famiglia. Lavorarono quasi ogni giorno per più di anno. Risalirono fino al lontano XV secolo, quando i primi Palek erano arrivati a Praga, scoprirono fra i loro antenati, orafi, scrittori, meccanici e persino pirati e assassini. Quella storia era come una tela di ragno: più la tessevano, più loro stessi ne rimanevano impigliati. Uomini e fatti del passato si intrecciavano a quelli del presente nell’unico libro della vita, e ci voleva coraggio per guardare in quella profondità, perché fin le rughe del proprio viso assumevano l’evidenza di una ragione. Con le parole di un poeta greco che parlava dell’anima,

era come ‘aprire le finestre delle proprie stanze buie’ senza paura ‘che la luce porti alcun tormento e che riveli cose nuove’.

Ma i due si conobbero e si legarono.

– Sono rimaste delle pagine bianche… – disse Marek quand’ebbero finito.

Vuol dire che la storia non è finita, magari è solo all’inizio…

– Chissà…

– Manca la mia parte, padre, il mio futuro… voglio scriverlo al più presto… – disse Jan. 

– E io non vedo l’ora di leggerlo, figlio mio – rispose il padre felice per l’entusiasmo del giovane – Sai che ti dico? Questo libro lo intitoleremo ‘Il libro del futuro dei Palek’.

Infatti c’era in esso tanta luce e sufficiente buio per immaginarne uno.

Massimo Leone

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