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Buon San Valentino, Amore mio!

Ti ricordi come è iniziata la nostra storia?

Chi ce lo doveva dire? Eravamo stati nella stessa comitiva per anni, avevamo avuto partners diversi… poi è finita la tua storia e sei sparita per anni. Boooh, dicevo io! Chissà dove sarà finita? Che starà facendo? Come sarà cambiata la sua vita?

Ed ecco arrivare quel fatidico mese di gennaio di molti anni fa! Io ero tornato single dopo una deludente relazione durata troppo tempo, avevo 25 anni, ero un omone alto e palestrato e non ero per niente ansioso di trovare subito un’altra relazione sentimentale stabile! Mi sono detto: “Hai 25 anni, sei stato sempre un bravo ragazzo, sei stato tanti anni fidanzato seppure con ragazze diverse, sei un bel “manzo”… adesso divertiti un po’ e dopo cerchi la donna che diventerà tua moglie!”.

Persi gli amici e, abbandonate le vecchie routine da “fidanzatino”, iniziai a vivere o tentare di vivere da “scapolone”, uscendo tardi alla sera, frequentando pub e discoteche

per cercare di riempire un vuoto che in quel periodo sentivo forte anche se non ne capivo a fondo il senso.

Ma durò pochissimo! Correva il giorno 12 gennaio, era un saturday night, attraversavo la piazza per andare sempre allo stesso pub, tappa obbligata prima di andare sempre alla stessa discoteca. Capelli gellati, ancora ahimè c’erano, maglia aderente con pettorali esplosivi e cappotto nero in pelle lungo fino alle caviglie, roba che nemmeno Keanu Reeves (leggi Matrix) si sentiva così figo!

E tu? Tu eri in quella piazza; dopo tanti anni i nostri sguardi si incrociarono di nuovo, ma in modo diverso ed il mio, da macho, diventò subito da pupazzetto di peluche!

Ma sarà stato solo un caso o Qualcuno aveva pianificato quell’appuntamento per noi?

Mezz’ora a dialogare con l’entusiasmo di due adolescenti che si ritrovano al primo giorno di scuola a parlare delle vacanze estive! Poi ci lasciammo con l’impegno di sentirci telefonicamente il giorno successivo.

Ma no, non sarei proprio riuscito ad aspettare il giorno dopo…ed allora subito a cercare in rubrica il tuo numero telefonico! E chiamavo, chiamavo, riavviavo il telefono e poi di nuovo chiamavo e richiamavo, ma niente, il numero sembrava inesistente e non riuscivo a contattarti.

Passai una notte quasi insonne in attesa di quella domenica 13 gennaio. Andai a cercare nell’elenco telefonico il tuo numero di casa, mi feci coraggio e telefonai. Pronti via! … mi rispose tua madre, che mi conosceva come fidanzato di un’altra, e dal tono della sua voce non mi sembrò entusiasta di quella telefonata. Ti passò la cornetta, ti chiesi un appuntamento, quello sì cercato, per la sera dello stesso giorno a cena. Ma rifiutasti proponendomi una cosetta più “easy”, meno impegnativa, per il pomeriggio. Ma io niente, determinato più che mai ti estorsi un appuntamento all’ora di cena!

Ma quale cena! Venni a prenderti sotto casa, con la macchina di mio cognato perché mi vergognavo del mio catorcio e quando uscisti fuori dal portone di casa, vedendomi, abbassasti la testa timidamente, quasi pentita, poi entrasti in macchina. Che serata, vero? Chi se lo aspettava! Andammo sul lungomare, ci fermammo, ci raccontammo e ci guardammo per ore negli occhi come se al mondo non esistesse altro! Si fece mezzanotte e non cenammo mai!

E ti rendi conto, Tesoro mio, che da lì in poi non ci saremmo più fermati? Quante malelingue! I vecchi amici mormoravano, alludevano ad una tresca tra noi ai tempi della vecchia comitiva, quando eravamo fidanzati con altri. Pensavano che sarebbe durata poco, che eri un mio capriccio, che ti avrei usata e gettata… come se poi lo avessi mai fatto con qualcuna!

E invece?

Sono trascorsi tanti anni, siamo sposati, con due figli meravigliosi e convinti che Dio avesse pensato e voluto quel nostro primo appuntamento sin dall’Eternità!

Ma ti ricordi quante poesie ti scrivevo? Quanti messaggini! Quante volte ti sussurravo “ti amo”! Altro che “macho”! Ero un romanticone! Scusa, amore mio, se adesso, tra compiti del grande e pappine e pannolini del piccolo, ti dico meno volte “ti amo”.

Il tempo sembra non bastare mai e potrò sembrarti più distratto e meno romantico d’un tempo! Forse meno romantico sì, me ne assumo la “colpa”, ma ti assicuro che più distratto non lo sono stato. Non credere che non abbia visto ogni singola rinuncia, ogni singolo sacrificio che hai fatto per amore mio e dei bambini! E non penserai mica che le tue delusioni non siano state anche le mie? Ogni volta che abbiamo discusso e litigato ho amato ogni tuo sospiro, ogni tua lacrima…

Che ragazza che eri, Amore mio, e che donna che sei oggi!

Gli anni stanno trascorrendo: non tutto è andato come pensavamo, ma quello che abbiamo e che siamo è più di quello che speravamo! E voglio dirti grazie per come mi hai aiutato a crescere, per come mi sei stata accanto nei momenti più difficili, per come mi stai rendendo felice e per quanto mi ami!

Sì Amore mio, ancora buon San Valentino… e per la festa degli innamorati voglio chiudere queste righe scrivendoti “banalmente” quello che sento nel profondo del cuore:

Gioia mia, non c’è mai stato un attimo che non ti abbia amato più dell’attimo precedente!”.

Tuo, F.

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