Attualità

Extra-comunitari: incontri ravvicinati del 3° tipo

In questi tempi di guerre per la pace, di muri per la sicurezza, di pacchetti sicurezza e decreti espulsione questo primo articolo voglio dedicarlo ai miei fratelli.

Ai miei fratelli detti extra-comunitari.

Extra come extra-terrestri perchè vengono da un altro mondo, dal terzo mondo.

Extra che vuol dire “al di fuori” perchè l’importante è che stiano fuori dalle nostre porte, dalle nostre strade, dal nostro paese, dalla nostra vista, in definitiva dai nostri cuori. Extra come escluso, emarginato.

L’importante è che siano extra perchè puzzano, rubano, spacciano, si prostituiscono, ci tolgono il lavoro, violentano le nostre donne, sono malati e ignoranti e parlano una lingua diversa dalla nostra.

Non importa che abbiano una percentuale di scolarizzazione più alta della nostra, che vengano qui in cerca di lavoro e di una vita dignitosa, che l’Europa è diventata ricca rubando le loro risorse da più di 400 anni,  che la maggioranza degli stupri  avvengano tra le mura domestiche, che le ragazze non si prostituiscono di loro volontà ma che sono vittime di una vera e propria tratta, rapite dai loro paesi e schivizzate nei campi del sesso, che la criminalità organizzata che ha in mano appalti, droga, vendita delle armi, ecc sia made in italy…

Voglio raccontarvi dei miei incontri ravvicinati del 3° tipo con questi fratelli extra, ve li lascio come suggestioni come si fanno vedere delle foto agli amici, sono alcune di quelle rimaste impresse nel mio cuore e allora:

Il mio pensiero va a X, Congolese incontrato a stazione Termini che sdraiato a terra con gli occhi carichi di tristezza mi dice ” In Africa i miei fratelli sono morti di fame o per un colpo di pistola, qui in Europa sto morendo lentamente giorno dopo giorno!”

Il mio pensiero va a X, Ucraino 35 anni incontrato a Madrid, nonostante i documenti in regola da 5 anni non trova un lavoro che gli permetta di rivedere sua moglie e i suoi figli, me lo dice piangendo come un bambino all’angolo del marciapiede.

Il mio pensiero va a X, studentessa Ghanese, laureata in economia, che parla perfettamente inglese, Francese e Italiano e non riesce a  a fare uno stage.. non dico a trovare lavoro.. ma a fare un semplice stage.. perchè ha un difetto: è nera! penso a lei che mi dice: “Le autostrade del Belgio sono illuminate con i soldi dei nostri diamanti”

Il mio pensiero va  a X ragazzina Rom del campo di Trnovac che mentre andiamo via chiede:  “posso darti un abbraccio?”  E la vedo stringere la mia amica con infinita tenerezza e gratitudine.

Il mio pensiero va a Gesù condannato ingiustamente e  inchiodato ad una croce come un criminale, anche lui fuori.. fuori dalle mura di Gerusalemme.  Anche lui morto come un “extra”.

I nomi metteteceli voi.

Per molti sono solo X come extra,  X come sconosciuto, come nessuno.

Per me sono: Michael, Joy, Iosipa, Igor, Cristi, Mohamed…e molti altri, fratelli incrociati sulle strade del mondo e della vita.

I nomi metteteceli voi dopo esservi fatti  loro prossimo e averli conosciuti.

 

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13 thoughts on “Extra-comunitari: incontri ravvicinati del 3° tipo”

  1. Condivido pienamente……..avrei tanti nomi da aggiungere,che ho conosciuto nelle strade di una città borghese……esistono,ma per tutti è meglio far finta che siano gli invisibili……

  2. Grazie alex per questa meravigliosa condivisione: ora partirai per il Brasile e temo verametne ti scontrerai con molte altre X, ma soprattutto rischierai di diventare anche te una X… ti auguro di cuore di poter vivere appieno l’esperienza della X quale strada per essere non solo simili, ma fratelli di tutti coloro che la società ama definire extra!

  3. Grazie di cuore fratellino per questa condivisione!
    E’ vero, gli extra sono tanti purtroppo e quello che facciamo è soltanto una goccia nell’oceano, ma – come dice Madre Teresa – se non lo facessimo l’ oceano avrebbe una goccia in meno!
    Continuiamo quindi a indossare gli occhiali di Gesù riscoprendo sempre il prodigio che abita questi nostri fratellini!

  4. Grazie Alex! Bellissimo questo articolo.
    Spero possa essere luce per tanti che vivono nell’indifferenza: che possano passare dall’essere i leviti – che passano oltre – ai buon samaritani rivestiti della carità di Cristo.

  5. Grazie Alex di cuore..grazie perchè in questa condivisione trasuda l’esperienza di tante notti passate ad incontrare e ascoltare le ragazze in strada..e tanti tanti altri incontri che hai fatto in cui la x è stata il Tuo Gesù..che ti ha fatto scegliere per un sì più grande che è quello che vivi adesso ogni giorno..
    .. Gesù insegnaci ad amare .. che ognuno di noi non tema più la paura di essere considerati extra, ultimi..e di essere uno con tutti coloro che incontreremo sulla nostra strada quotidiana..

  6. Anche a me è piaciuta molto la tua riflessione, ricca di vita vissuta, cuore aperto e dati di realtà. Mi sembra che con questi occhi aperti e cuore in mano sei pronto per affrontare il viaggio in Brasile, quindi buona esperienza. Sabato pom che pregheremo insieme per voi che amdate in Brasile sarà un momento davvero forte di unità e di impegno reciproco a sostenerci in questa accoglienza di extra. Ti auguro di continuare in questi incontri ravvicinati. Un abbraccio

  7. Sì, tutti abbiamo dei nomi da mettere, dei volti da ricordare, spesso tristi, degli occhi pieni di lacrime e di paura. E, purtroppo, qualche volta ci è forse capitato di lasciare delle “X” senza nome, per paura di comprometterci troppo, per non complicarci l’esistenza… e abbiamo rinnegato Gesù come Pietro: “Non lo conosco”.
    Grazie Alex, spero vorrai condividere con noi nei prossimi articoli e, magari anche dal vivo” le tue esperienze… per crescere anche noi nell’amore.

  8. Grazie per questa riflessione, è vero, ormai in giro c’è la paura del diverso, la paura che queste persone possano rubarci qualcosa che è nostro, che ci appartiene.. in realtà niente ci appartiene, né la nostra stessa vita e neanche la terra in cui viviamo. Siamo solo di passaggio in questa vita e, quello che conta veramente, è lasciare la nostra impronta, ma che sia un’impronta costruttiva, basata sul rispetto, sul dialogo, sull’aiutare chi è più debole. Anche noi un giorno potremmo trovarci dall’altra parte e, sono convinta, che questi “extra” possano insegnarci tante cose. Non chiudiamo gli occhi. Ciao Alex, buon viaggio, sono sicura che tornerai profondamente arricchito da questa esperienza!

  9. grazie fratellino per queste belle parole che condivido e sento molto vicine. quanti pregiudizi, quante misere paure e pensieri privi di carità nei cuori di chi vede negli “extracomunitari” dei nemici, una pericolo da scongiurare, invece che dei fratelli da conoscere e amare. La paura e la menzogna corrono veloci e contagiano tante persone, proprio per questo urgono testimonianze come la tua, di incontri veri con i volti, i desideri, le speranze, le angosce e il bisogno di essere amati di questi fratelli. grazie Alex!!!

  10. credo di aver affrontato con te,tra i tantiargomenti,anche questo!Ti ringrazio di essertene ricordato e di avermi reso partecipe a questa testimonianza, per avermi fatto emozionare descrivendo l’evento del campo rom!!buon brasile,portaun seme del tuo onore anche lì!!

  11. Alex, grazie di cuore! Condivido un pensiero: Quando Dio chiede a Caino “Dov ‘ è tuo fratello?” lui risponde “Sono forse io il custode di mio fratello? ” ….SI!!! SIAMO NOI I CUSTODI DI OGNI NOSTRO FRATELLO VICINO E LONTANO. L’atteggiamento di attacco o indifferenza verso gli stranieri è il riflesso più visibile della nostra incallita abitudine urbana all’egocentrismo e al disinteresse acuto verso chi vive quotidianamente accanto a noi…a volte persino nella stessa casa!

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