Attualità

una sincera e amorosa ricerca della Verità


A volte la vita ci riserva momenti e percorsi difficili, dolorosi, incomprensibili. Di fronte ai quali sale dal nostro intimo un perchè che non si accontenta di risposte facili e superficiali. E’ un mistero buio che non ha parola.

Eppure, anche in questi percorsi, in queste esperienze difficili, possiamo trovare luce e sapienza, non solo, ma riuscita e splendida realizzazione di noi stessi. Sì, è possibile se ci apriamo alla Sapienza divina, inaccessibile e misteriosa che, in Gesù, si è fatta vicinissima e intima a noi più di noi stessi!

E’ quanto è capitato a una ragazza di Casa Gioia (Marino) che ce lo racconta in questa meravigliosa testimonianza.

 

Avete mai visto quei film americani, in cui il protagonista, rivive più volte la stessa giornata fino a quando non ha imparato a superare se stesso, il suo egoismo, le sue paure? Io sì, ne ho visti almeno tre. Ma mai avrei immaginato un giorno di ritrovarmi non più dalla parte dello spettatore, ma dell’attore principale.

Avevo nel cuore da tempo il desiderio di riprendere gli studi che avevo bruscamente interrotto. Ma ero pienamente consapevole delle notevoli difficoltà che avrei incontrato alla luce della mia storia personale. Sapevo di dover salire sul ring e di dover combattere con forza il mio passato, ma ero anche consapevole che ad allenarmi questa volta non c’erano più i falsi profeti, ma il Signore.

E così dopo una prima iscrizione in una scuola privata non andata a buon fine, ad un certo punto verso febbraio, tramite una associazione, vengo a conoscenza di un’altra scuola. Questa volta, insieme ai miei responsabili, vado a conoscere il preside, a vedere l’ambiente, a conoscere gli insegnanti. Tutto normale se non fosse per un piccolo e trascurabile dettaglio: i banchi, la lavagna, le aule – come da copione – mi hanno rievocato alcuni dei momenti più traumatici della mia infanzia. Le numerose sedute con uno psicologo mi hanno permesso di fare una lucida e accurata lettura di quello che mi accadeva, ma non ad uscirne. L intensità del dolore che provavo era identico a quello di quando ero bambina e, oltre a cercare con tutte le energie di riportarmi alla realtà della situazione, io non riuscivo a fare altro. Ero intrappolata nel dolore di un passato che aveva da sempre condizionato le mie scelte in modo consapevole e inconsapevole. Tutto questo però per me era ormai diventato intollerabile, perché mi precludeva una vita sociale normale.   I vari esercizi psicologici, con cui mi sono sempre aiutata, mi avevano portata ad una grado di consapevolezza invidiabile e mi avevano  anche alleviato un po’ il dolore che non durava più un intera giornata. Ma, porca miseria, per l’ennesima volta io mi trovavo davanti ad un avversario che me le suonava di santa ragione e io non potevo far altro che ‘descrivere’ i colpi che prendevo. Fino a quando ho interiorizzato che il dolore non va combattuto o analizzato, ma va amato. Avevo l’ occasione di poter attraversare quel dolore lasciandomelo alle spalle, sempre di più, potevo dare un finale diverso alla mia storia, potevo vivere da protagonista . Tutto questo mi dava carica, mi spronava, ma rimettermi dentro un’aula, davanti al banco di scuola non è stato facile, anzi … Ogni volta che mi ritrovavo davanti a quel cancello, seduta su quella sedia,  davanti a quella lavagna…,  avrei preferito scalare l’Everest a piedi nudi d’inverno, piuttosto!

Gesù però mi stava dando la possibilità della libertà  e io dovevo solo andargli incontro, facendogli festa, riconoscendo la sua presenza proprio in quel dolore. E’ cosi pian piano, incontro dopo incontro, ho iniziato a sperimentare la gioia della resurrezione. Il Signore mi ha fatto la carità della verità. Ho iniziato a vivere nel presente consegnando e riconsegnando tutti i ricordi più dolorosi alla misericordia di Dio. Ho iniziato ad avere una nuova consapevolezza di me e sono riuscita con il suo aiuto  ha riabilitare alcune figure del mio passato. Arrivando alla conclusione che a certi avvenimenti non ci sono risposte e che tutto può  assume significato nel progetto di Dio. Senza il mio passato, per quanto scomodo  sia, non potrei essere quella che sono, non potrei capire, non potrei vedere, non avrei orecchie per sentire il richiamo di quel dolore- amore a cui sono chiamata per essere risposta concreta. Di conseguenza mi sono resa conto anche di chi mi stava intorno. Dinanzi a me c’erano  persone umanamente ricche, competenti, corrette nel loro lavoro. Che non avevano nulla a che fare con la mia insegnante  delle elementari che mi picchiava fino a lasciarmi i lividi addosso o con il mio insegnante di musica ,amico di mio padre, che mi ha abusata per tre anni…..Loro erano parte di un passato che andava consegnato a Dio, con tenacia e coraggio.  Ogni volta che entravo in aula, mi sembrava di essere all’imbocco di  un tunnel buio; a me non restava che credere con fiducia nella presenza di Gesù è fargli festa. E alla fine – non so come – io mi sono ritrovata fuori, alla luce . Nel giro di poco tempo e studiando tantissimo, sono riuscita a recuperare l’impensabile e ai primi di giugno ho iniziato la mia lunga settimana di esami. Anche lì tanta grazia. Il Signore era con me e tutto è andato per il meglio, contro ogni fantasma del passato, perché Dio è l’eterno presente. La svolta  per me è stata  di integrare il mio cammino psicologico, sacrosanto, con il cammino di fede, mediante il quale ho permesso di lasciarmi curare da Gesù, che mi ha reso consapevole che il dolore va solo amato. E ancora oggi, nonostante questa esperienza di risurrezione, quando Gesù si presenta sotto forma di dolore, devo fermarmi un attimo  e ripetermi : qual è la lettura sapienziale di questo momento, di questa esperienza?

Un ‘altra scoperta  che sento di dover condividere, riguarda lo studio in se stesso.

Inizialmente volevo riprendere gli studi per un puro fatto personale.  Volevo riscattarmi, ricordare a me stessa il mio potenziale, volevo darmi la possibilità di riconciliarmi, di riunire parti della mia storia, ricostruendo quel ponte che aveva lasciato all‘altra riva una parte di me.

Ma poi mi si è aperto un mondo più profondo: lezione dopo lezione,  mi rendevo conto della sublimità di quello che mi veniva spiegato. Dalla pedagogia, alla letteratura, dalla psicologia alla biologia: tutto mi appassionava, persino una materia per me sterile come la contabilità!

E questo è stato possibile perché lo studio non lo facevo solo per me. Lo studio è diventato per me volontà di Dio e sentivo che avevo due possibilità : rimanere alla motivazione di partenza o intraprendere una strada apparentemente meno battuta, ma sicuramente  più proficua e interessante. Ho scelto la seconda:  ho deciso di voler studiare per essere un dono d‘amore per tutti quelli che avrei avuto vicino, per rendere testimonianza alla Verità, per affrontare in modo sempre più consapevole e responsabile la vita e le sue scelte. C’è infatti una Sapienza che viene da Dio e una che è frutto del nostro lavoro intellettuale: entrambe sono necessarie per comprendere quello che accade attorno a noi e in noi.

Tutto questo ha contribuito a completare quel processo si riunificazione interiore a cui anelavo; dentro di me, infatti, c’è sempre stata la frattura tra scienze e fede, tra ragione e spirito. E’ invece no, noi siamo una unità di corpo e  spirito. Fede e scienza, ragione e spirito sono 4 pilastri di un’unica costruzione architettonica;  tutto però deve essere sostenuto  da una sincera e amorosa ricerca della Verità.

 

Una ragazza di Casa Gioia – Marino (Roma)

Cavalieri della Luce

Persone che decidono di “lasciarsi arruolare nell’esercito di Gesù” per portare la rivoluzione del Vangelo nel mondo.

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