Attualità

Fede e ragione: un dilemma?!

Tema interessante e molto impegnativo su cui anche il magistero della Chiesa ha scritto documenti importantissimi. Inizia a parlarne Diego Puricelli partendo non tanto da riflessioni o riferimenti teorici, ma dalla sua diretta esperienza.

Lo ringrazio di cuore!

Le gambe non mi reggono; crollo su una panca della cattedrale di Frascati con un’espressione di gioia mista a stupore. Anche suor Bernadette mi guarda con un aria serena e commossa, mentre si riprende a fatica dall’esperienza di Cielo che abbiamo appena vissuto. Ringraziamo, quasi balbettando, quel Dio che anche oggi, qui ed ora, si fa carico di un’umanità sfinita e spesso disperata; un Dio che ha il volto di Gesù di Nazareth. Cominciamo dall’inizio però.

L’evento è La Luce Nella Notte, a Frascati, nella chiesa Cattedrale. Diverse sono le realtà ecclesiali coinvolte che si riuniscono per una serata di evangelizzazione di strada. Dopo la formazione  ed un momento intenso di preghiera di adorazione, mi ritrovo in coppia con una giovane consacrata, pronti, come novelli apostoli, a varcare i battenti delle antiche porte della cattedrale per uscire tra il popolo della notte a gridare la più incredibile delle notizie.

Dopo alcuni incontri andati a vuoto, ci imbattiamo in una coppia di fidanzati. Spieghiamo chi siamo e il motivo per cui ci troviamo in piazza “a perdere la faccia”.

Muro. Spesso è questa la reazione difensiva suscitata dalle parole Gesù o Chiesa.

Questa volta c’è una variante: “Guarda, caschi male. Io sono ateo e dalla parte della ragione, non della superstizione o dei miti religiosi” – risponde con un tono di superiorità e di sfida Luca, trentenne, fisioterapista. La fidanzata, Monica, sorride sorpresa. “Si può spiegare benissimo tutto, senza chiamare in causa un Dio” – continua – ” e quello che ora come ora non si riesce a decifrare in un futuro la scienza riuscirà a chiarirlo. Sai, mi sono informato. Guarda ad esempio alla nascita della vita, è il Caso che guida la storia e l’evoluzione delle specie!” Io lo guardo sorpreso e compiaciuto, in fin dei conti sono laureato in biotecnologie, e gli rilancio la sfida: “Forse non sai che alcuni fisici e matematici hanno dimostrato che la formazione del più semplice organismo unicellulare è un fatto statisticamente impossibile, se affidato interamente al Caso. Si tratta della probabilità di 1 su 10^40: 10^40 è una cifra fatta da 1 seguito da 40 zeri…! E’ come se dopo il passaggio di un tornado in un hangar pieno di pezzi sparsi per terra, ne uscisse un Boeing perfettamente completo e funzionante! Beh, se ritieni che questo sia ragionevole da credere, hai un bel coraggio!”

Lui, spiazzato, cambia terreno e insiste: “la Chiesa si è diffusa ed è diventata quello che è solo per le connivenze che da sempre ha avuto con il potere! Non raccontiamocela..”. Ribatto: “Certamente in alcuni periodi storici è stato così, e non lo voglio negare, ma dovresti spiegarmi una cosetta che proprio non riesco a capire razionalmente: come è possibile che in meno di due secoli una religione, il cui fondatore, figlio di un falegname,  è finito male, appeso al patibolo dei maledetti (sorte condivisa dai suoi discepoli tra l’altro), si sia diffusa in tutto il mondo e resista al tempo e alla storia?”. Silenzio imbarazzato.

Segue una conversazione sulla ragionevolezza del credere che dura per un’ora e più e che mi commuove in certi momenti, soprattutto nel vedere quanta sete di verità aveva animato questo ragazzo nel ricercare una risposta alle domande ultime e fondamentali della vita. Noto pure come il suo sguardo si purifica man mano che si passa da una conversazione viziata da pregiudizi ad  una in cui si esercita onestamente la ragione.

Ad un certo punto taglio corto: “Guarda, potremo andare avanti per delle ore ancora, ma l’incontro con Colui che può dare una risposta piena a tutti i tuoi perché non lo fai a livello della testa ma qui” – e tirandogli un pugnetto sul petto, con forza gli dico: “nel cuore!”

“Ok, ok, ok… hai vinto, ma in chiesa io non ci entro” – ribatte.

“Vieni fino alla porta almeno… e guarda che facciamo!” – continuo. Suor Bernadette silenziosa e imperterrita prega nel suo intimo e forse, più di tante parole, è questo che smuove la volontà di Luca a soddisfare la sua curiosità.

In un attimo è dentro la cattedrale con la fidanzata.

In fondo alla navata c’è il Re dei re che lo aspetta. Gli porgo un foglietto: “ScriviGli! Digli che se esiste si manifesti!” e lui a me: ” Se esiste sa tutto, non occorre il foglietto”. “Ok” – lo strattono bonariamente – ” vieni con me, che ti porto da Lui”.

Ci incamminiamo e con una bella faccia di bronzo gli dico: ” Vedi quel dischetto bianco in fondo alla navata sull’altare?! Quello è Dio!”

“Difficile da credere!” mi risponde lui, anche se nel tono della sua voce percepisco che qualche muro sta scricchiolando  e questo incontro lo desidera davvero fare.

In un attimo siamo davanti all’altare.

Mi giro verso Luca, e vedo che tiene gli occhi bassi.

“Guardalo!” gli  sussurro. Niente.

“Guardalo!! è lì per te, solo per te!”.

Il momento che seguì penso non me lo scorderò mai. Nei vangeli si parla spesso dello sguardo di Gesù, e possiamo solo immaginare il fascino che poteva irradiare. Ora gli occhi di Luca timidamente incontrano quelli di Gesù, velati nell’Eucarestia. Si stanno gonfiando di lacrime di dolore, ma anche di stupore e meraviglia.

La preghiera è ormai terminata, e lui rimane li, incantato. Sembra non volersene andare. Mi limito ad abbracciarlo e con tutto il cuore gli sussurro quanto sgorga spontaneamente dal mio cuore: “ti voglio bene.”

Mi abbraccia. “Grazie!” – sussurra – “… grazie”.

Sconvolto se ne va con una luce nuova nei suoi occhi. Sono gli occhi di chi ha contemplato la Bellezza che ha posto la sua tenda in mezzo a noi, un Dio di ragione – di una ragione, però, che non è una neutrale matematica dell’universo, ma che è una cosa sola con l’Amore.

Cavalieri della Luce

Persone che decidono di “lasciarsi arruolare nell’esercito di Gesù” per portare la rivoluzione del Vangelo nel mondo.

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