Evangelizzazione

Gandhi diceva: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”

Eccomi qui, dopo tanto tempo, a scrivervi. Un tempo durante il quale ho deciso di cominciare a realizzare, con tutte le difficoltà del caso, un sogno: ho sognato un mondo più giusto, più solidale, dove le Persone valgono più di ciò che possiedono, delle etichette che portano, di una economia che avrebbe dovuto sostenerle e che invece le sta consumando. Un mondo dove la verità è sovrana, l’onestà è normale, e la necessità di essere e mettersi a disposizione degli altri e del cambiamento non è considerata una virtù o una lucida follia ma uno stato naturale della Persona. Ho sognato una verità dalla quale ci stiamo discostando e invece così utile a quel cambiamento che tutti, credenti o meno, sentiamo necessario per la nostra sopravvivenza qui, su questa terra maltrattata che ci contiene e alla quale stiamo strappando con avidità ogni risorsa non per sopravvivere, ma per stra-vivere. Non per permettere a tutte le persone nate su questo pianeta di esistere con dignità e in salute, ma per permettere a una parte di esse di esistere nella pienezza di oggetti sempre più sofisticati, sempre più indispensabili, ma che stanno negando, senza che neanche ce ne accorgiamo, la nostra capacità di sentire la vita dentro di noi invece di cercarla fuori “da” noi.

Stra-vivere è come stra-fare o stra-riempire per stra-bordare. Quello “stra” davanti alla parola vivere è una esagerazione che se non contenuta fa stra-valicare le Persone da quei confini spirituali, morali, legali, materiali, civili, etici che sono come la pelle del nostro corpo e sotto la quale c’è una carne viva che pulsa ma che non può essere esposta per non morire. In quello “stra” ci sono la mancanza, la negazione, il nulla o il troppo, c’è l’uomo che ha o non ha sentito e vissuto il cambiamento, l’evoluzione, ma che è rimasto chiuso dentro la gabbia dell’egoismo, dell’avidità, dell’ignavia, di una natura che lo vuole predatore compulsivo nonostante la capacità di ragionare e riconoscere il bene e il male. C’è un uomo solo, nel bene e nel male. C’è colui che si lamenta, ogni giorno, ogni istante di quello che non gli piace, la politica, i politici, lo Stato, la giustizia, la legge, l’economia tiranna, gli evasori, gli assassini, i ladri, la mancanza di lavoro, le tasse che crescono, ma che oltre il lamento stra-bordante e stra-ripetuto non va. Non agisce se non minacciando di farlo e non è lucido nell’individuare ciò che di buono già c’è per ampliarlo. Sta sostanzialmente fermo e magari zitto zitto evade o non si impegna nel lavoro che poi perde o non lo cerca il lavoro sperando nella Provvidenza o ruba o viola regole anche banali ma che sono lì per evitare di fare del male agli altri. C’è chi negli altri non si riconosce, chi non ha la consapevolezza ineludibile che l’altro siamo noi.

«Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo». Ecco cosa diceva Gandhi. Ed ecco cosa devono fare gli uomini per poter cambiare quello che sanno di non poter più accettare, quello che sanno li sta distruggendo. Quando le Persone che sentono il dovere morale, spirituale, umano di dare qualcosa di sé agli altri, di dare qualcosa di sé per diventare un unico Sé senza il quale non c’è futuro, le Persone oneste, che si sentono libere solo entro gli schemi che permettono la stessa libertà anche agli altri, quando queste Persone non saranno più considerate stra-ordinarie ma ordinarie, allora il mondo sarà davvero cambiato. In meglio. Prima no, non è possibile. Cominciamo da lì allora. Adesso. Cominciamo a cambiare noi stessi.

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Cavalieri della Luce

Persone che decidono di “lasciarsi arruolare nell’esercito di Gesù” per portare la rivoluzione del Vangelo nel mondo.

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