Spettacolo

GIU’ LE MASCHERE – VENEZIA carnevale 2013 con il JoyMix Team


‘’Non è possibile testimoniare qualcosa di cui non si è fatto  esperienza!”

Stavo leggendo questa frase nel libro “Nuovi Evangelizzatori”, quando, con mia grande sorpresa, mi è stato chiesto di scrivere un articolo da pubblicare sull’esperienza di evangelizzazione vissuta in questi tre giorni al carnevale di Venezia con il JoyMix Team di Nuovi Orizzonti.

Mi sono meravigliata di me stessa, per aver accettato di buon grado di scrivere l’articolo, data la mia timidezza. Inoltre, credo che, il coraggio più grande mi sia venuto proprio, dal fatto di aver vissuto un’esperienza così profonda e intensa dell’amore di Dio, e dell’unità che nasce dallo Spirito, che mi ha resa testimone e mi ha riempito di una profonda gioia che sento e desidero voler condividere.

Sono partita insieme a Maurizio e Maurizia con lo spirito di una bambina che parte per un bellissimo viaggio con la sua famiglia. Lo stupore delle cose belle mi ha accompagnato dal pomeriggio prima della partenza fino ad adesso che sto scrivendo. Pregare insieme, viaggiare insieme, condividere le nostre aspettative, i treni, il cielo, i canali di Venezia, le maschere, scoprirsi in comunione di spirito, essere famiglia in Cristo.

Abbiamo cominciato il nostro lavoro avvalendoci dei talenti di Maurizia, che ci ha accompagnato in una mattinata di esercizi di ascolto di noi stessi attraverso il movimento del corpo sia  in modo personale che in relazione con gli altri. La cosa stupefacente è stata vedere  tutti i ragazzi coinvolti. Chi con anni di esperienza, chi  alle prime armi, si sono abbandonati all’azione dello Spirito Santo, esprimendo liberamente tutto ciò che la musica e gli esercizi suscitavano al loro cuore.

Devo dire che è uscito proprio di tutto, soprattutto gli aspetti più fragili e sensibili del nostro cuore e questo ci ha aiutato ad entrare in sintonia perfetta gli uni con gli altri, con un rispetto profondo, che raramente troviamo nel mondo di oggi. I partecipanti stessi non sapevano dare una spiegazione a questo sentimento di unità che li stava avvolgendo totalmente.

Abbiamo dedicato una giornata intera al lavoro e nel pomeriggio siamo stati chiamati in prima persona ad esprimere tutte le nostre idee e la nostra creatività. Insieme abbiamo dato vita agli spettacoli che l’indomani avremo presentato in strada.

La conoscenza di sé, attraverso le arti espressive, è stato il lavoro fondamentale che ha permesso ai ragazzi di arrivare a fine serata facendosi una domanda importantissima:

’Ma se da noi esce tanta rabbia e tanta tristezza e non sappiamo trasmettere l’esperienza della rinascita, allora  la gioia, l’abbiamo incontrata davvero?”

Questa domanda mi ha scavato profondamente nel cuore ed ho avuto una chiara sensazione che tutto il nostro fare, ci aveva tanto edificato, ma anche tanto lavorato dentro finendo per svuotarci.  Sentivo proprio la mancanza della preghiera, dell’incontro con Colui che è la gioia, per dare senso e nuova luce a tutto il nostro lavoro. Così alla sera ci siamo radunati in una piccola cappella per stare cuore a cuore con Gesù. Ci siamo riempiti di Lui e gli abbiamo affidato tutta la nostra rabbia e le cose negative uscite nel lavoro, lasciando a Lui lo spazio rimasto, che lo ha riempito di cielo.

L’indomani mattina siamo partiti pieni di una forza nuova per le strade di Venezia. Tra le maschere e l’indifferenza della gente, eravamo un corpo unico formato da più di 25 persone, che si muoveva insieme.  Ci siamo divertiti tantissimo, portando insieme un messaggio di speranza e di salvezza attraverso i nostri talenti appena risvegliati. Era la prima volta dopo ventinove anni che non mi sentivo sola nel delirio del carnevale!

La serietà e l’impegno di tutti ci hanno reso professionali quasi al 100% e le persone che si fermavano a vedere lo “street action” restavano a bocca aperta, mi sono divertita a fotografare tutti questi volti sbalorditi, che pubblicheremo quanto prima, a maggior gloria di Dio.

La mattina del 9 febbraio abbiamo fatto, come direbbe Maurizio,una ‘’luce nella notte – versione laica’’. Abbiamo invitato le persone a scrivere un pensiero o una preghiera da legare ad un palloncino gonfiato ad elio, successivamente da lanciare tutti assieme verso il cielo. Inizialmente ci siamo scontrati con tanta diffidenza, ma appena sono arrivate le prime persone la piazza si è riempita da sola e non riuscivamo a stare dietro a tutti nel gonfiare palloncini e distribuirli.

L’emozione al momento del lancio è stato per tutti un brivido lungo la schiena, come se Gesù ci avesse dato conferma che quelle preghiere le stava già accogliendo.

Nel pomeriggio i ragazzi si sono divisi in due gruppi interpretando due scene in “fermo immagine”. Abbiamo rappresentato, da una parte “la morte per l’indifferenza”, dall’altra “la rinascita per amore”: si sono fermate tantissime persone che ci guardavano
impressionate!

E’ stato meraviglioso osservare i ragazzi, immobili per  10/15 minuti per scena, e ciò che sicuramente colpiva le persone era, oltre al messaggio esplicito che la scena comunicava, anche quello implicito! La testimonianza stessa dei ragazzi che hanno dato tutto; il loro tempo, la loro serietà, il loro impegno, il loro rispetto, la loro dignità; pronti a tutto: ad affrontare la pioggia, il freddo, le umiliazioni e l’indifferenza pur di portare un messaggio di amore e di salvezza.

Finito lo “street action”, verso sera, ci siamo ritrovati per condividere ciascuno il proprio vissuto interiore. Nonostante fossimo molto stanchi, questo non è stato d’impedimento ad aprire i nostri cuori ad un ascolto profondo e sincero di noi stessi e degli altri!

Ho sentito nel cuore di aver fatto esperienza del carisma dell’unità e della fratellanza, perché Gesù stava in mezzo a noi e ci stava perché ciascuno di noi gli ha permesso di esserci con il suo straordinario SÌ, buttando giù tutte le maschere.

“Cosa avevamo di più bello da offrire a Dio nella festa delle maschere, se non le nostre stesse maschere?”

E Lui ci ha davvero rivestiti di Verità.

Abbiamo terminato la missione accompagnandoci reciprocamente davanti a Gesù nella Luce nella notte organizzata dai cavalieri della luce di Venezia, proprio come in una famiglia unita, che si ama, che si mette in gioco, che gioisce insieme e che soffre insieme, ci siamo presi i pesi gli uni degli altri e il nostro giogo è divenuto leggero!

La missione del JoyMix Team è stata proprio quella, attraverso lo spettacolo e l’animazione, di “formare all’evangelizzazione in spirito di unità”. Lasciando spazio a tutti, non escludendo nessuno, valorizzando i talenti artistici di ogni singola persona, senza invidie e gelosie, ma con amore e rispetto profondo!

Se avessi vissuto questo work-shop come prima esperienza di evangelizzazione, sarebbe nato in me il desiderio di tornare a casa per mettermi subito all’opera nell’evangelizzazione.

In effetti, i ragazzi rimasti a Venezia, il giorno successivo hanno da soli riproposto una “street-action”!

Abbiamo voglia di volare insieme, di gioire e di vivere esperienze di cielo come questa, per essere insieme testimoni di Cristo Risorto!

Deborah Bozzi

 

altre foto le trovi su http://www.facebook.com/joymixteam

Cavalieri della Luce

Persone che decidono di “lasciarsi arruolare nell’esercito di Gesù” per portare la rivoluzione del Vangelo nel mondo.

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