Arte

Non si può guarire facendo finta di niente

Leggendo il Vangelo di Marco 5,21-43, mi è nata questa riflessione:
Solo presentando quella morte a TE, avendo il coraggio di andare fino in fondo, nonostante tutte le voci che mi dicono che non serve a niente, che ormai non c’è più niente da fare, posso incontrare un cambiamento decisivo.

Tu, non ti spaventi, continui imperterrito e raggiungi quella bambina che ai tuoi occhi dorme, non è morta. Non si può guarire facendo finta di niente. Qualcuno si accorge, qualcun altro dice di lasciare stare.
Ma tu vai fino in fondo. Tu che sei la Vita guardi in faccia alla morte, non ti fai fermare da nessuno, anzi la prendi per mano.

Così vieni nella mia vita, nel mio passato, lì dove quella bambina è già morta dentro, a causa di ferite date e ricevute. Non sembra, ma la presenza di questa morte condiziona anche il mio presente.

Si sa che il cammino è lungo e difficile, tanto doloroso, la luce che illumina i passi è questo invito:
“tu non temere, continua soltanto ad avere fede”.

Quando quelle potenti Parole: Talita Kum, raggiungono quella giovinetta, tutto si risveglia e il comando è chiaro: datele da mangiare! Questa parte di me la fai risorgere e va alimentata.

Così, vogliamo parlare di questa donna? Ferita nella sua intimità, con queste continue perdite? Anche lei non fa finta di niente, qualcosa che non va c’è, eccome! L’affronta, come? Consegnando a Lui il suo grido.

Questo sembra essere il tempo della fede, tu non temere continua soltanto ad avere fede e ancora: Figlia, la tua fede ti ha salvato.
Insomma mi pare di capire che non c’è guarigione senza verità. Senza la verità della situazione che si sta vivendo.

Quanto è consolante sapere che Tu non ti scandalizzi e non ti fermi davanti a niente. Nella stanza della mia intimità, con tantissimo rispetto, insieme a Te entrano solo altre pochissime persone, la folla rimane fuori.

Il miracolo avviene nella condivisione, in quella comunione di intenti e di cuori che ristabilisce il cielo sulla terra e che a te piace
talmente tanto da farla vincere sulla morte.

Con immensa gratitudine, penso a me, a quante volte entri in quella stanza fra le mie malattie, sempre più in profondità.

Vorrei che più persone possibili fossero raggiunte da questo tocco vitale nella parte più intima e profonda, lì dove c’è un bambino, una bambina morta o meglio che dorme.
Nessuno lo sa, questa parte abbandonata anche dai ricordi si ripercuote in un presente che non va, che non gira, che non riesce a trovare un senso. Questa bambina, questo bambino, attendono la Vita che viene e fa nuove tutte le situazioni!

Cavalieri della Luce

Persone che decidono di “lasciarsi arruolare nell’esercito di Gesù” per portare la rivoluzione del Vangelo nel mondo.

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