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PAPA FRANCESCO: UNO DI NOI. Il mio incontro Domenica 24 novembre 2013 nella Chiusura dell’Anno della Fede.

VALENTINA CASON NUOVI ORIZZONTI PAPA FRANCESCO 1Quando mi è stato comunicato che avrei avuto il dono di ricevere l’esortazione apostolica “Evangelii gaudium” direttamente dalle mani di Papa Francesco, il cuore ha sussultato subito di una Gioia grande.

Mille emozioni hanno attraversato il mio cuore, ogni cosa ha perso la sua priorità perchè un appuntamento grande mi aspettava: l’incontro con Pietro. Ho avuto il piacere lo scorso anno di incontrare Papa Benedetto XVI, ma l’emozione è sempre nuova, il cuore non si abitua a momenti così forti. Ascolto il mio entusiasmo: non è l’allegria che provi quando devi semplicemente incontrare una persona importante, famosa o che stimi molto.

Il mio era un appuntamento pensato da sempre. E così è stato. Non posso tenere per me ciò che ho vissuto e visto perché come è stato dono per me è dono per tutti.

Dal luogo in cui mi sono trovata a vivere la S. Messa di chiusura dell’Anno della fede potevo scorgere l’espressione del Santo Padre durante le diverse preghiere dei fedeli, in modo particolare quando il ricordo andava alle vittime del tifone di questi giorni. Ho visto un cuore che abbracciava un mondo intero. Ho visto un dolore portato misteriosamente sulle spalle di quel piccolo grande uomo. Ho visto scorrere ad uno ad uno ogni situazione e farsi carico di quelle piaghe, prenderle su di sé, prenderle con sé. Quel dolore davvero ho avuto la sensazione che l’avesse fatto suo.

In quel raccoglimento interiore, in quei pochi minuti di silenzio, in quegli occhi chiusi ho visto questo gigante di santità farsi piccolo, consegnare tutto al Padre, accogliendo con abbandono fiducioso, il carico affidatogli da Madre Chiesa. Ho visto poi quello sguardo inconfondibile di chi ha scelto l’Amore.

VALENTINA CASON NUOVI ORIZZONTI PAPA FRANCESCO 2Quando ho ricevuto l’esortazione apostolica ho vissuto tutta la bellezza, la consapevolezza e la Grazia di avere ancora oggi, nel 2103, Pietro qui in mezzo a noi. In quello sguardo che è durato pochi istanti ho vissuto tutta la radicalità e la fedeltà di chi ha fatto del Vangelo il suo pane quotidiano, di chi è pronto a dare la vita per Amore, di chi si fa discepolo del suo Maestro, di chi sa che una sola cosa è quella che conta: “Stare ai piedi del Maestro”. Tutto questo mi è stato consegnato in uno sguardo. Sì, perché l’Amore è contagioso.

Quando stai vicino a chi Ama, quando guardi negli occhi chi Ama ti viene voglia di amare anche a te, ti viene voglia di fare sul serio, di provarci anche tu. Ho visto poi un gigante di umiltà: il mio cuore non ha percepito autorità, ruoli o quant’altro potesse mettere una distanza tra me e lui. Così semplice, così “accessibile” a tutti, sai “farti tutto a tutti”. Dolcemente ci conduci da Gesù, assieme alla Mamma Celeste. Fermamente ci indichi la strada da percorrere. Umilmente ti fai vicino a noi “peccatore al quale il Signore ha guardato”. Ti fai piccolo correndo da un lato all’altro del sagrato salutando ad una ad una le persone. Proprio come Gesù, hai la capacità di far sentire ciascuno amato personalmente. Ho percepito che sei uno di noi, Papà Francesco.

Sì, perché così mi piace chiamarti: Papà.

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Persone che decidono di “lasciarsi arruolare nell’esercito di Gesù” per portare la rivoluzione del Vangelo nel mondo.

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