FamigliaPensieri e Riflessioni

L’album dei ricordi

Scrivo qui per raccontarvi e forse non dimenticarmi, che ci sono attimi nella vita dove davvero la vita è più forte della morte.

Era un normale sabato, finalmente pronta per riposare dopo una settimana un pochino stressante. Poi il messaggio di una cara amica: “mia nonna è salita in cielo”.

Con un po’ di tristezza rispondo che mi dispiaceva, volevo sapere dove fosse così da poterla raggiungere per starle vicino.

È vero che la vita di ogni essere umano fa il proprio corso, ma è anche vero che nonostante l’età c’è sempre dolore nel salutare un pezzo di storia della propria famiglia. Mi sono ricordata della morte dei miei nonni, di quanto mi aveva fatto piacere sapere che fossero ricordati con affetto, di quanto fosse stato bello avere amici vicino con cui poter raccontare le loro storie, la testimonianza della loro presenza nel mondo e nella mia vita.

Così vado nella casa dei suoi nonni, vari parenti e amici intorno al tavolo della sala da pranzo per raccontare e ascoltare il dolore appena vissuto.

Si era creato un clima di ascolto e accoglienza caratterizzato da una sacra profondità.

Dopo diversi minuti l’orologio ci ricorda che erano le 20:00. Come raccontano i parenti, la cara nonna salita in cielo ci avrebbe ricordato che bisognava far mangiare gli ospiti senza far troppe storie. Quindi ecco sul tavolo: frittata, fettine panate, focaccia, pane, ecc…


 Pochi momenti semplici d’amore, possano dare un senso diverso ad ogni fatica

Mangiando sono emersi i ricordi di quanto fossero importanti quei momenti vissuti.

La tavola pronta è un modo per “vivere insieme”, è accoglienza, condivisione, memoria, appartenenza, speranza condivisa. È un modo per dire: “mangia quello che ti ho preparato così posso prendermi cura di te”. Questo era il messaggio concreto d’amore presente in quel sacro momento.

Durante la serata qualcuno apre il via all’ argomento “foto di famiglia”. In pochi secondi ecco sul tavolo vari album; album di ricordi, segni tangibili di quella presenza che non verrà mai dimenticata.

Trovo che in generale, la macchina fotografica, compie un piccolo miracolo: la luce viene impressa sul sensore o sulla pellicola, si trasforma in immagine e lì resta per chissà quanto tempo, passando per chissà quante mani.

In quell’attimo mi sono emozionata, i miei occhi hanno potuto contemplare di quanto questa vita sia preziosa, di quanto davvero pochi momenti semplici d’amore, possano dare un senso diverso ad ogni fatica. Il dolore è più leggero solo se condiviso. Vedere sfogliare quegli album, ha celebrato i preziosi legami familiari e quelli delle persone care che si amano.

Tra una lacrima e l’altra, i sorrisi incorniciavano quel rito amorevole del girare le pagine, ogni tanto ci si chiedeva “chi è questo in foto?” C’era un “ripercorrere” le storie, le varie personalità, le loro relazioni e situazioni vissute.

Ho sentito sulla mia pelle in quel momento l’importanza di narrare e narrarsi a voce alta, anche raccontando momenti molto divertenti.

Noi più giovani abbiamo inoltre riflettuto sul fatto che le “nuove generazioni” non possiedono quasi più album fotografici. Basta un click veloce per immortale una foto preziosa e talvolta dimenticarsela sui social.

Ho sentito il bisogno di scrivere quest’articolo per ricordarmi che attimi come questi di “vita vera, concreta” possono aiutarmi a osservare il mondo, dandogli un senso profondo di amore, commozione e ringraziamento. L’immagine che porterò nel mio cuore è una famiglia che nel dolore “ama” sfogliando album di ricordi.

Questa era un’immagine che avevo vissuto anche io durante la morte di mia nonna, l’avevo però dimenticata.

Grazie cara famiglia per avermi ricordato e regalato un pezzo di cielo.

Erica Milone

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