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Due povertà che si incontrano

Mi chiamo Alessandra, sono sposata con Attilio e sono parte della Comunità di Nuovi Orizzonti dal 2010.
Tante sono le meraviglie che Dio ha compiuto nella mia vita e che potrei testimoniare. Ma voglio concentrarmi su come ho sentito la chiamata ad essere una Micors, che è la famiglia di coloro che nell’Opera di Nuovi Orizzonti avendo fatto esperienza dell’AMORE misericordioso del Padre, desiderano portarlo a quanti si trovano nella sofferenza fisica e spirituale, in particolare ai malati, ai carcerati, ai poveri sia in Italia che nei paesi in via di sviluppo, alle ragazze madri, ai bambini abbandonati…

Sono cresciuta in una famiglia laica, di non credenti (solo mamma un po’ ma non praticava), ma di grandi ideali politici.
Mio padre è stato un sindacalista tutta la vita, e mia madre anche nel suo piccolo.
Casa mia era, sin da piccolina, luogo di ritrovo, di confronto di sindacalisti che credevano profondamente di poter cambiare la situazione dei lavoratori lottando per i loro diritti. Papà era il leader, tutti venivano ad ascoltarlo e io pendevo dalle sue labbra anche se ci capivo poco perchè ero una bambina. Comunque capivo che si lottava per difendere i diritti dei più deboli, e questo mi colpiva.
Tra i tanti ruoli che papà ha rivestito c’è stato quello di essere presidente dell’ONG del sindacato di cui faceva parte. Quando tornava dai suoi viaggi in Africa e in America latina e ci raccontava le sue esperienze, restavo incantata…; dentro di me qualcosa era stato seminato.


Crescevo con un gran desiderio di bene, di fare qualcosa di utile, di spendere la mia vita per gli ultimi…mi dicevo:

Ho una vita sola, voglio spenderla per qualcosa di grande!

Da lì decido di studiare all’università scienze politiche con indirizzo politico internazionale e dedicare la mia vita ai poveri, soprattutto dei paesi in via di sviluppo.
Intanto il mio rapporto con Dio c’era, ma era debole… ho frequentato la chiesa fino a 16 anni, mi sentivo attratta, ma non avevo fatto un vero e proprio incontro con il Signore. Sono poi entrata in conflitto con chi rappresentava la chiesa a causa di un ambiente bigotto che mi presentava Dio come un Dio severo, che mi dava una lista di cose da non fare di cui non capivo bene il senso… Nessuno mi parlava di un Dio che è Amore: l’ho sentito dire per la prima volta a 30 anni…quando nella mia ricerca di bene e di volermi dedicare ai poveri approdo a un corso di volontariato internazionale tenuto dai salesiani…
Una volta laureata, ma non trovavo pace, volevo lavorare per la cooperazione internazionale per perseguire quel mio desiderio di bene! Intanto, decisi di lavorare in un’azienda per mantenermi e continuare a prepararmi per la cooperazione.
Approdai così all’unico corso serale, in Roma, che mi avrebbe permesso poi di vivere un mese in Africa, ed era tenuto dai salesiani. Mi dissi: va bene, non importa, c è solo questo, vado! Il Corso iniziava con una mezz’ora di cammino di fede. Io non diedi importanza a questa piccola informazione… Il mio desiderio era tale che andai!


Il Signore era lì che mi aspettava e che aveva preparato questo momento da sempre…


Entrai nella sala e mi misi in fondo, sulla porta. C’era un sacerdote salesiano che parlava di Dio; a un certo punto sentii delle parole che raggiunsero la mia anima e mi convertirono:

Il vero ostacolo tra Dio e l’uomo è l’uomo, perché non si lascia amare! E lasciatevi amare!!”.

Sentii una PACE dentro che invase tutta la mia anima in profondità e andò a riempire quel vuoto che sentivo costantemente alla bocca dello stomaco e andò anche oltre! Rimasi esterrefatta e mi chiesi: ma che succede qua dentro?! Non ci capii più niente! Sapevo che una pace così non l’avevo mai provata e continuai a frequentare quel corso dove non mi sentivo un’aliena che aveva nel cuore il grande desiderio di aiutare i poveri dall’altra parte del mondo. Non ero più sola, avevo trovato quelli come me, e poi quella pace… Mi dissi: torno!

Al lunedì, quella mezz’ora di cammino di fede in cui don Ferdinando spezzava la parola di Dio, mi convertivano il cuore e lo riempivano di prelibatezze mai sentite prima! Da lì a poco sentii il desiderio di iniziare il cammino di fede mediante l’eucaristia e la confessione insieme all’ascolto quotidiano della Parola di Dio. Don Ferdinando è stato la mia guida.

La conversione radicale è avvenuta durante il mese in Africa, con lui e con i poveri. Lì, un mese in una baraccopoli, a contatto stretto con la povertà assoluta, con gli ultimi che volevo raggiungere, il mio cuore si è aperto completamente all’amore di Dio!!

Attraverso l’incontro con il povero le mie barriere cadevano, il mio cuore si apriva ed era finalmente capace di accogliere l’amore che il Padre mi aveva sempre dato, ma io non ero riuscita a percepire.

Quando sento dire che nel povero c’è Gesù, so bene cosa vuol dire. Io devo ai poveri la mia conversione, è stato il canale attraverso il quale Dio mi ha raggiunto. E non posso non restituire quanto ricevuto servendo Dio nel povero… non io ho dato a loro come pensavo, ma loro hanno dato a me Dio, la Vita!
Al rientro è iniziato un discernimento per trovare il mio posto nella Chiesa e il modo di vivere la mia vocazione missionaria. Passo dopo passo, il Signore mi ha condotto qui, nella famiglia e nel carisma di Nuovi Orizzonti. Mi ci ha attirato non solo attraverso il povero, ma anche il malato e il carcerato, e non da suora ma da sposa!

Racconto questo perché voglio testimoniare come il povero avvicini la nostra anima a Dio. Pensiamo di donare invece riceviamo tanto. C’è una grande beatitudine racchiusa nelle opere di misericordia: la salvezza della nostra anima!! Come scritto in Matteo 25:
Venite a me, benedetti del Padre mio, perché ero affamato e mi avete dato da mangiare, ero assetato e mi avete dato da bere, ero nudo e mi avete vestito, ero straniero e mi avete accolto, ero carcerato e malato e mi avete visitato”.
Il Signore ci chiede le opere di misericordia consapevoli che

noi non siamo tanto diversi dai poveri, ma che siamo poveri a nostra volta.

Sono due povertà che si incontrano. Non dobbiamo avere paura di sentirci inadeguati o di avere ancora tante ferite per metterci a servizio, perché continuiamo a sperimentare che, donandoci, riceviamo tanto e le nostre povertà vengono risanate.

A Roma sono già attive delle equipe Micors e che vorremmo far crescere ancora di più, ma abbiamo bisogno di operai, magari di te che leggi, se questa testimonianza ti ha parlato al cuore!

Per informazioni puoi scrivere alla mail: roma@nuoviorizzonti.org, oppure contattare il numero: 3519983668.

Alessandra Torsello

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