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Cosa vorrebbe ricevere Gesù da me?

In mezzo a tanta disperazione per i contagi e per le vite spezzate dal covid 19, c’è ancora spazio e tempo per sperare, sognare, donare ed amare?

Quando, circa un mese fa, mio figlio Gabriele, di quasi 8 anni, mi ha incalzato sull’esistenza di Babbo Natale (Perché non sei mai presente quando arriva? Perché dici che non ci sei perché ti occupi di badare alle renne volanti di Babbo Natale ma non me le hai mai fatte vedere? Perché ogni volta che porti i regali nella mia classe i miei compagnetti dicono che Babbo Natale è il papà di Gabriele Massari?), scoprendo che non è un personaggio “reale” (ma sene potrebbe discutere), non vi nascondo che oltre al pianto ed alla disperazione di mio figlio – quelli sì reali – un velo di tristezza mi ha oscurato il cuore!

E allora mi sono subito premurato di fare memoria del Natale, di cosa significhi veramente per ciascuno di noi,

ed ho provato a parlarne proprio con Gabriele per “superare” insieme il trauma dell’inesistenza di Babbo Natale, soffermandoci sulla venuta del Bambinello e sulla presenza viva di Gesù!

Io e Gabriele ci siamo confrontati sul perché a Natale, che è la festa della natività di Gesù, ci preoccupiamo tanto di scambiarci dei regali!

Ma non sarebbe Lui il festeggiato?

E non dovremmo essere dunque noi a premurarci di portare – come hanno fatto i tre sapienti-magi – dei Doni a Gesù Bambino al caldo (speriamo non al freddo) della capanna del nostro cuore?

Beh, non sono un teologo e lungi da me dall’avventurarmi in territori per così dire “scivolosi”… ma una risposta io e Gabriele abbiamo provato almeno a cercare!

Partiamo da un aspetto del Natale forse un po’ troppo trascurato: quest’anno, cosa voglio regalare a Gesù Bambino?

E quando io e Gabriele ci siamo posti questa domanda, abbiamo subito avuto la sensazione che la risposta potesse già stare nel porsi quella domanda!

Sì, quel pensare a cosa voglio donare a Gesù ci ha immediatamente restituito una pace ed una gioia difficili da spiegare!

E Gesù sarebbe felice di ricevere qualcosa da me? Cosa vorrebbe?

Davanti a questa domanda, fatto tesoro di quella pace ricevuta dopo essersi soltanto “interrogati”, io e Gabriele ci siamo presi del tempo per pregare e per scegliere con cura quel regalo da consegnare a Gesù per la sua nascita!

Ma allora perché in questo periodo corriamo a destra e manca alla ricerca del regalo da fare ai nostri amici e congiunti? (non potevo non usare questo termine ormai tanto di moda)

Nascosto tra le pieghe di un esagerato consumismo c’è, secondo me, il vero senso del Natale!

Gesù è Dono, anzi, è il Dono per eccellenza… il nostro Signore, l’Onnipotente, si è voluto fare uomo per amarci come Dio e come uomo! E ad ogni Natale si ripete quasi meccanicamente questo “rito” dei regali che altro non è, a mio avviso, se non una frettolosa trasposizione del bisogno di donare che è connaturato in ciascuno di noi!

Intendiamoci anche qui, non voglio filosofeggiare né sconfinare in ambiti del Sapere che non mi competono, ma sono convinto – e nell’ambito delle convinzioni personali siamo tutti docenti universitari – che al di là di usi e costumi

è proprio il bisogno di amare e di essere amati che ci spinge a donare… anche a Natale!

Forse qualcuno è più consapevole e altri meno, forse qualcuno è più mondano di altri nell’approccio alla consuetudine dei regali natalizi, ma forse in pochi ci chiediamo:

Come posso essere io stesso Dono per gli altri?

Se Gesù si è fatto Dono, prima nascendo come il più piccolo e povero tra gli uomini, poi amandoci fino alla morte innocente e orribile della croce e infine risorgendo e lasciandoci lo Spirito Santo ad amarci per l’Eternità in Dio Padre, perché io non mi posso fare dono per gli altri? Cosa mi impedisce di imitare Gesù nell’amare? Perché non provo ad amare come Lui mi ama?

Prima di rispondere, ho chiesto il classico aiutino da casa sfruttando la pura saggezza dei bambini e girando la domanda a mio figlio: “Gabriele, secondo te Gesù è un modello da imitare? Perché proviamo a seguirlo?”. La sua risposta è stata tanto semplice quanto chiara:

“Papà… Gesù è Top perché ci insegna ad amare e non c’è nessun altro come lui”.

Grazie, figliolo, perché mi hai ricordato chi è Gesù, perché mi hai confermato che nel Natale mi aspetto di essere amato e che il regalo che certamente Gesù vuole da me è che io mi renda, da par suo, dono d’amore per gli altri!

Fabio Massari

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