Attualità

Nulla andrà perduto

Tra le diverse novità editoriali del panorama odierno, dopo aver già segnalato il libro “X 30 denari” di Roberto Milone, “A braccia aperte fra le nuvole” di Fabio Salvatore, “Figli di chi? Quale futuri ci si aspetta” di don Stefano Tartani, “L’ultimo esorcista” di Paolo Rodari e padre Gabriele Amorth, “Il libro segreto di Gesù” di Simone Venturini e “L’immenso sguardo” di Carlo Climati, oggi presentiamo un testo che lo scrittore stesso ha definito poter essere il suo testamento! Si tratta del libro “Nulla andrà perduto” edito da Piemme e scritto da S.E.Mons Giovanni D’Ercole. Nel libro – in un capitolo dedicato alla gioia – si parla anche della Comunità Nuovi Orizzonti come esempio di testimonianza di nuova evangelizzazione e in particolare di efficace realtà nel trasmettere la Gioia di Cristo Risorto.

Ecco il testo di presentazione:

Nella notte del 6 aprile 2009 un terremoto di magnitudo 5.9 della scala Richter colpisce L’Aquila: il bilancio è di oltre 300 vittime, 1.600 feriti e miliardi di euro di danni. Pochi mesi dopo, il Santo Padre invia sul posto monsignor Giovanni D’Ercole, pastore assai apprezzato e volto noto al pubblico televisivo che lo segue da anni nella trasmissione “Sulla via di Damasco”. Ma don Giovanni – così ama farsi chiamare – è anche e soprattutto uomo d’azione. E quando, a oltre un anno di distanza dal terremoto, coglie le lamentele della gente per le macerie non ancora rimosse, non ci pensa un attimo: rimboccatosi le maniche, imbraccia una pala e comincia a darsi da fare. Perché, spiega, proprio questo deve fare la Chiesa oggi: darsi da fare affinché, tra le problematiche della postmodernità, gli uomini possano sentire che la Chiesa è accanto a loro, ne incoraggia il cammino. Quello odierno è uno scenario inquietante, e il terremoto dell’Aquila ne è una metafora quanto mai efficace.

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