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La magia di una serata

La magia di una serata di fine primavera, l’allegria di un folto gruppo di  adolescenti, la partecipazione sorridente di tanti genitori  ed amici, hanno fatto da sfondo, alla fine dell’ attuale anno scolastico, ad un evento che resterà a lungo nei cuori di tutti i presenti. Insegno in una scuola media della provincia di Roma e, dal 2007, sosteniamo a distanza, attraverso il Progetto Solidarietà, le Cittadelle che l’Associazione Nuovi Orizzonti ha nel Nord Est del Brasile, nello Stato del Cearà.

Contestualmente a questa iniziativa, abbiamo adottato la  consuetudine di  organizzare due cene di beneficenza con cadenza semestrale,  a  sostegno delle   missioni di Fortaleza e Quixadà. Ogni volta, i giorni che precedono l’avvenimento, sono contraddistinti da ritmi frenetici  per i miei ragazzi che, pieni di entusiasmo, non si risparmiano nell’organizzazione e nella realizzazione dell’evento. In classe  preparano cartelloni con foto, disegni e pensieri che ci giungono periodicamente dall’altra parte del mondo. Cercano, così, durante la cena, di  ricreare un’atmosfera che ricordi i colori ed i profumi  di un mondo che vivono solo nel loro immaginario e che conoscono esclusivamente attraverso immagini regalateci dai social o dai libri di testo di Geografia.

E’ grazie a questi piccoli “espedienti” che gli ospiti presenti, ogni volta, possono godere di  una partecipazione emotiva più coinvolgente.  Stavolta, però, l’escamotage delle ambientazioni esotiche non è stato necessario. Stavolta, è accaduto qualcosa che ha fatto vibrare le corde più nascoste delle nostre anime.

Stavolta, pur restando immobili, seduti ognuno sulla propria sedia, con la complicità dello Spirito Santo (invocato durante la preghiera spontanea avvenuta qualche minuto prima dell’inizio della cena), con gli occhi chiusi abbiamo sorvolato l’Oceano e raggiunto “il sorriso stampato in volto” di un ragazzo brasiliano…

Luca, un ragazzo della Comunità di Nuovi Orizzonti, che ogni anno offre la sua opera di volontariato proprio presso le nostre Cittadelle brasiliane, ha iniziato a narrarci una delle tante testimonianze raccolte da Chiara Amirante  nel suo ultimo libro, “Il grido inascoltato”.

Ci siamo messi in sacro ascolto del cuore di Joylson -il protagonista della testimonianza- che in quel momento vibrava all’unisono con i nostri cuori sopraffatti dall’inattesa emozione del momento. Una ennesima testimonianza  di morte e resurrezione che nutre l’anima, al di là di ogni retorica. In quei momenti in cui le luci soffuse e qualche nota musicale ci hanno trasportati inaspettatamente in luoghi e in atmosfere di terre lontane, siamo stati interpellati a chinarci sulle nostre povertà…Chi l’avrebbe detto??? “Ma non sono LORO i poveri, quelli che non dispongono neanche del necessario per sopravvivere? Cosa c’entriamo noi con la povertà?”

Eppure….Come d’incanto sono venute a galla tutte le nostre debolezze, le nostre miserie, troppo spesso tenute volutamente segrete,  nascoste nel buio della nostra anima, come se non ci fosse alcuna via d’uscita. La Via, quella vera, ci ha condotti in sentieri di difficile, ma possibile percorrenza.

Abbiamo condiviso con i fratelli brasiliani, al di là dei limiti spazio-temporali, l’anelito ad una vita rinnovata dalla Luce dell’Amore. Il miracolo più grande è stato scorgere i miei  ragazzi  in un raccoglimento e in una condivisione per loro inconsueti.

Tutto ciò che hanno sempre dato per scontato, d’un tratto ha cambiato pelle e volto, ha assunto la consistenza della ricerca della felicità nell’essenziale. Una volta tanto, non si  sono ritrovati a cercare freneticamente il cellulare per controllare i like sul loro profilo; non hanno guardato uno schermo freddo e senza anima. Hanno guardato  la profondità degli occhi di Joylson e dei nostri bambini  brasiliani e si sono ritrovati di fronte a se stessi . Hanno scoperto il lusso di essere fragili e, soprattutto, hanno preso consapevolezza che, nonostante le loro infinite debolezze, posseggono qualcosa, nel profondo, che li rende unici.

Non  solo i ragazzi. Anche noi adulti, in un silenzio assordante, abbiamo gridato: “Abbiamo l’Amore!!!” Abbiamo tolto la maschera di chi si accontenta della superficie, di chi si accontenta di essere amabile  e, d’un tratto, ci siamo sentiti amati!!

Ci siamo nutriti del sacro ascolto, abbiamo fatto silenzio dentro di noi. Il sacro silenzio ritrovato! In una manciata di minuti si sono spenti i rumori e le luci del mondo e, per tutti noi, si sono accese le  luci del cuore.

Abbiamo assaporato fino in fondo la condivisione di un’esperienza magica di silenzio-ascolto che ci ha fatto riscoprire di essere il ritratto di Dio. Lui ci ha disegnati con la Sua maestria. Noi ci siamo limitati a prestarGli i colori.

Maria Delzeri

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