Evangelizzazione

Dio perché permetti la povertà e certi scempi ancora oggi?

Una piccola storiella breve e vera che recentemente mi hanno raccontato visto nell’omelia ne avevo condivisa una simile appena vissuta… Buona lettura e riflessione… Dio ripone tanta fiducia in noi in tanti attimi della giornata senza che ce ne accorgiamo…….

Un giorno il nostro padre Vescovo Salvatore Boccaccio uscendo dopo la Santa Messa dalla Chiesa, in una serata fredda, vede una bambina chiedere l’elemosina. Un po’ scosso da questa bimba sola, svestita, freddolosa, le parla un po’ e la porta ad un bar pagandole una cioccolata calda e qualche biscotto. La bambina era felice. Per chiudere in bellezza don Salvatore le porge diecimila lire dicendole che questa sera non serviva tornasse a fare l’elemosina. La bambina acconsente e si incammina verso la propria roulotte scortata dal Vescovo che si sente un po’ più sereno. Congedati torna sui suoi passi e verso il Cielo riflette dinnanzi a queste ingiustizie nel nostro tempo così all’avanguardia sotto tanti profili. Alla domanda che più o meno suonava come un “Dio ma perché permetti che capitino cose come queste!?”, nel suo cuore arriva una risposta chiara: “Io avevo mandato te, sei tu che te la sei cavata con una cioccolata calda, due biscotti e diecimila lire”.

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9 thoughts on “Dio perché permetti la povertà e certi scempi ancora oggi?”

  1. Una risposta chiara, precisa, pungente, come quella che solo un papà dare, per educare i suoi figli.
    Ricorda quanto:
    “la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore. Non v’è creatura che possa nascondersi davanti a lui, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi suoi e a lui noi dobbiamo rendere conto”
    Ti chiediamo perdono, o Padre, per tutte quelle cose che potevamo fare e non abbiamo fatto, in circostanze simili.

  2. quanti poveri silenziosi vivono ai margini dei nostri pensieri,del nostro perbenismo e perfino della nostra elemosina.Non c’è nulla di più bello personalmente che dividere un panino con un bisognoso sui freddi gradini sotto lo stesso CIELO ! io , bisognoso di amore,gratuitamente ho ricevuto e gratuitamente do amore al Gesù dei poveri….di ogni città…non solo quelli che frettolosamente evitiamo mentre entriamo in una chiesa

  3. OGNI GIORNO MI CHIEDO CHI SIA IL RICCO. RIPENSANDO ALLE PAROLE DEL VANGELO DOVE GESU’ DICE: E’ NPIU’ FACILE CHE UN CAMMELLO PASSI PER LA CRUNA DI UN AGO CHE UN RICCO ENTRI NEL REGNO DEI CIELI. ORA MI CHIEDo e vi chiedo chi e’ il ricco? tutti siamo ricchi, ricchi di noi delle nostre abitudini, di tutto cio’ che ci allontana da dio. anche il mendicante sulla strada attaccato alla sua coperta, alla vita che ha e’ ricco. il vero povero x me e’ colui che veramente lascia tutto, per gesu’, per il vangelo…e se ci pensiamo bene nn e’ semplice. E CCO PERCHE’ A VOLTE CI SENTIAMO CHIAMATI E NN RISPONDIAMO PERCHE’ TROPPO PRESI DA NOI STESSI. PERCHE’ CI CHIEDIAMO PERCHE’….NON E’ DIO LA CAQUSA, SIAMO NOI NOI…AIUTACI PADRE DI TUTTI X MEZZO DI GESU’ A SPOGLIARCI DI NOI PER RICOPRIRCI DI TE. CIAO A TUTTI. PS DIMENTICAVO DI DIRE CHE QUESTO LO HO CAPITO DA UNA RIFLESSIONE DI CHIARA LUBICK

    1. Quanta verità davanti agli occhi…….che però fanno finta di niente per comodita’,per vergogna,per paura…..chiedo a Dio la Virtù di saper Vedere davvero con gli occhi dell’anima, a volte provo una sensazione di vuoto nello stomaco quando per un secondo passo di fretta una persona povera pensando con pregiudizio che forse non ne ha bisogno,magari perche’ non è poi vestito cosi male,o perche’ è invadente…..quando invece in questa persona si rispecchia Gesù…..Ma se vogliamo cambiare il Mondo…é bene cambiare questa mentalita’ così Superficiale….Grazie Signore Grazie.

  4. Dio ha dato la terra e tutto quello che era sulla terra a tutti. L’uomo non aveva bisogno di nulla. ” Il Signore è il mio pastore,non manco di nulla.” E’ l’uomo che si è impossessato di tutto ed ha inventato la proprietà privata. Quando Dio aprirà il file del nostro cervello, vedrà chi sono stati gli ingordi, gli avari , gli ipocriti, gli avidi o quelli pieni di carità.

  5. Chiediamo umilmente a Gesù di saperlo riconoscere e amare come Francesco d’Assisi o Madre Teresa…e di ‘tentare almeno di fare qualcosa’ per l’altro, sempre, come Mons. Boccaccio che ho avuto modo di conoscere molti anni fa…Davanti a un Povero chiedo a Dio che cosa fare…di che cosa necessita l’altro veramente in quel momento, cercando d’ ascoltare il suo bisogno…A volte si tratta di chiamare un servizio sociale, di fermarsi, di rimetterci un po’ di tempo… in ogni caso, d’amarlo con le mie possibilità. In un’ epoca di sprechi, mentre la parola sacrificio bussa alle nostre porte, sono in molti a mancare dell’essenziale: genitori disoccupati, madri single, tanti anziani che non riescono neppure a comprare i farmaci…Iniziando dall’aprire il cuore all’accoglienza, tutti siamo spesso più poveri di tanti poveri che mancano di cibo e vestiti, l’ho sperimentato in Brasile! Le povertà sono diverse e tante…e sicuramente possiamo, ogni volta, considerare l’altro, riconoscerlo, ascoltarlo, offrire per lui un po’ di preghiera…Che non ci accada di passare oltre col cuore serrato di fronte alla necessità di chi chiede aiuto, qualunque sia la sua indigenza! Maria ci suggerisca e soccorra come alle Nozze di Cana e la nostra umanità diventi per l’altro occasione tangibile d’incontro con Cristo Salvatore: senza di Lui la nostra povertà sarebbe davvero senza speranza!

  6. Bella è la domanda del Vescovo Salvatore Boccaccio a Dio per uno scenario che, purtroppo si fa sempre più presente sotto i nostri occhi e che in me ha avuto risonanze, cioè echi di memoria vissuta presso uno dei tanti “semafori “ della mia città che, dietro le luci di attesa fugace, mentre si ha fretta , inesorabili spinge a chiedere : “ Chi sei Dio ? Ma TU ci ami veramente ?Lo so , Tu sei Agape, amore senza condizioni , ma ciò significa forse, semplicemente, che sei come la pioggia che cade dal cielo senza preferenze su buoni e cattivi e, ancora, che sei grande , invulnerabile … oppure c’è qualcos’altro dietro questo tuo amare ? Caro Dio, che tu sia Agape e che Tu- per comehanno creduto certi tremendi teologi come Nygren- ami l’umanità semplicemente in senso generale … proprio non mi basta ! Io invece voglio credere che nel tuo amare sei vulnerabile e per come credono i cristiani autentici ,cioè vuoi bene non solo a me ma anche a quella bambina lì costretta alla miseria, vicino al semaforo sotto la pioggia, e che io vedo sotto i miei occhi adesso …” E Monsignore mi dà la risposta giusta e mi dice che , nell’hic et nunc, siamo chiamati a fare amare e agire Dio in noi attraverso le opere- perché la sola Fede non basta- cioè attraverso gesti concreti che ci facciano riscoprire le categorie della prossimità ed il senso più autentico della Storia. Grazie Don Davide per la meditazione

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