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Ripartire per dare nuovo respiro alla mia vita

Avevo conosciuto la realtà di Nuovi Orizzonti dalla TV e dai social, approfondendo poi con la lettura di alcuni libri di Chiara Amirante.

E, così, sono rimasta profondamente commossa dalle storie ascoltate in questi anni. Sono rimasta indicibilmente colpita dalla delicatezza, dall’umanità, dal tempo e dal cuore con cui molte persone si dedicano a chi è nel bisogno. Togliendo a sé stessi per dare agli altri.

Non mi è mai stato possibile partecipare ai week – end, nonostante io non abiti molto lontana. Gli studi, il lavoro e gli impegni mi avevano sempre preso tempo. O, forse, non era giunto il momento giusto.

Momento che, invece, si è concretizzato, senza che neppure me ne accorgessi all’istante, nella normalità e nella semplicità di un incontro. E quello che doveva essere il mio lavoro, si è trasformato in quell’occasione attraverso cui Dio ha deciso di farmi un regalo.

La comprensione e i consigli, la vicinanza e il calore, le preghiere e il tempo che mi sono stati dedicati mi hanno spinto ad intraprendere questo cammino.

Così, il 13 dicembre 2020 ho partecipato al primo Joy Day, il cui tema mi ha colpito fin da subito: “Io sono la Via, la Verità e la Vita”, con una particolare attenzione sulle motivazioni, sugli obiettivi e sulle modalità con cui portare avanti un cammino spirituale.

Questo tema mi ha riportato alle prime esperienze di vita cristiana, vissute con l’allora Diocesi di Montecassino e poi nella mia parrocchia. Mi ha richiamato alla mente il servizio con i bambini e quella vocazione alla catechesi, al momento “in pausa”.

Perciò, dico che questo primo Joy Day è stato una ri-partenza. Perché è stato come tornare adolescente e scoprirmi bisognosa di rinnovare il mio cammino spirituale.

Rinnovare il mio incontro con il Signore, per rinnovare il mio cuore e, di conseguenza, la mia vita.

Le parole di Chiara sono subito arrivate lì, in fondo all’anima, accompagnandosi a quelle parole che il mio cuore aveva avuto la grazia di ricevere quasi un anno prima.

È stata una nuova chiamata.

Il Signore mi stava parlando in modo nuovo, invitandomi a non temere la novità, ma a tendere l’orecchio e a fidarmi.

Dopo l’ascolto della testimonianza di vita di chi aveva attraversato le tenebre più fitte prima di riemergere, la preghiera con Gesù Eucaristia, seppur vissuta attraverso il PC, è stato il modo attraverso cui dire “grazie”. È stato il modo per poter iniziare a comprendere cosa portare con me e cosa lasciar andare. È stato il modo per prepararmi, poi, al penultimo momento della giornata, prima della Messa finale: la condivisione con i gruppi. Un’assoluta novità e, soprattutto, un’autentica sfida per me, non abituata ad essere troppo in sintonia con la parola “condivisione”.

Giulia e Luca, insieme al loro bimbo Francesco, hanno aperto le porte della loro casa, consentendomi di entrare nel loro vissuto quotidiano e donando tutto il loro tempo, la loro disponibilità ed il loro calore.

Nonostante fossi “nuova”, mi sono sentita subito a mio agio, accolta anche dagli altri componenti del gruppo con un affetto ed una gioia indescrivibili.

Fare gruppo ed essere gruppo nel corso del Joy Day ha significato, soprattutto, interrogarmi nell’immediato, senza perdere troppo tempo, su quelle che sono state le domande, gli esercizi della giornata. Farlo prima che gli impegni, i pensieri, i ragionamenti e la vita di ogni giorno prendessero il sopravvento. Lasciare che quelle risposte, quelle parole, quei suggerimenti, raccolti durante la giornata e poi ispirati nel cuore dalla preghiera a Gesù Eucaristia, venissero fuori nella spontaneità e iniziassero a mettere i primi semi nel cuore. A rinnovare. A suscitare sorrisi e lacrime, gioia e sofferenza. Ad essere famiglia.

Ad incontrare il Signore in ogni volto ed in ogni parola che ho avuto la grazie di ascoltare.

Perché, poi, ogni parola ascoltata si trasformasse in un insegnamento, capace di divenire un’eco di salvezza, anche e soprattutto quando, dopo i saluti, torno a vivere la realtà e gli impegni di ogni giorno.

Ivana Notarangelo

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