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Un abbraccio lungo 25 anni

Tanta gente, ragazzi,ragazze, uomini più o meno giovani, famiglie. La folla delle grandi occasioni.Volti conosciuti provenienti da zone diverse. Ci sarà il tempo per i saluti. È domenica 9 giugno. Pentecoste. Data più che importante per Nuovi Orizzonti. Il palazzetto di Frosinone incaricato di ospitare migliaia di persone. Il perdersi, ritrovarsi, la fila per gli accrediti. Veloci strette di mano,sorrisi. Prima di…


Sul palco, in fondo un numero capeggia; simboleggia il motivo del momento. Non puoi non vederlo. Un numero 25. A ricordare che Nuovi Orizzonti è nato 25 anni fa. Ed oggi 9 giugno 2019 è l’anniversario. È l’inizio di una di quelle date da ricordare. Un inizio, un cammino che…

«Ma, quanti siamo?» La macchina organizzativa è in piena attività. Servizio d’ordine, assegnazione dei posti. Poi lo sguardo spazia verso l’alto, ai lati. Le gradinate si vanno riempiendo. Quei visi di giovani, le loro storie. Sofferenze, riscatti, fede,impegno. Il seguire, per la propria vita, il sogno nato 25 anni di una giovane donna di nome Chiara  Amirante, la fondatrice dell’Opera.

Un gruppo di ragazzi e ragazze, oggi uomini e donne, che hanno detto un che vale ieri come oggi. Con gli occhi li ritrovo.  Percorsi diversi che si compongono in un grande mosaico di vite e fede. I miracoli del credere.  Sono seduto accanto a Luigi, sua figlia Chiara, la nipote e la moglie Franca. Una splendida famiglia di Pistoia. C’è attesa. Entusiasmo per quello che sta per accadere.


Sul palco chi sa far diventare preghiera la musica nel senso più bello del termine. È una delle realtà di Nuovi Orizzonti che mi ha colpito sin dall’inizio e che continua a coinvolgermi.

Sul palco sono saliti Silvia e Maurizio, i due conduttori storici degli avvenimenti del Movimento.

Sono quasi le 10. Mi volto e vedo altri due visi conosciuti: Filippo e sua moglie Caterina. Sanno essere incrollabili nell’aiutare gli altri. I saluti sono veloci, ma i sorrisi sono veri, sinceri, come i componenti di una grande famiglia che si ritrova per le grandi occasioni.

L’inizio non è frutto di una scaletta preordinata, ma della decisione di migliaia di fedeli che hanno deciso di abbracciarsi. Penso: «Sono cresciuti, ma non hanno perso il senso della vera gioia!».

Un vero inno alla vita.Un: «E gioia sia» ripetuto per tre volte. Sempre più forte; non poteva mancare specialmente oggi. Saluti. Chiara sale sul palco. Seguo i suoi interventi ormai da qualche anno. In televisione, come nei diversi momenti del Movimento.


È vera, sincera, vive sulla propria pelle le sofferenze degli altri, del prossimo. Un senso del credere che è vita vissuta. L’ascolto, adesso come sempre.

Non posso fare ameno di pensare che di danni in questi anni ne ha veramente fatti. La parola danni sta nell’aver creato qualcosa di straordinariamente bello. Ricorda Chiara che tutto è opera di Gesù. Ma lei quel continua a dirlo ogni momento anche adesso che è sul quel palco e migliaia di persone l’ascoltano.

Coraggio, fede incrollabile contro i mali di un mondo che vuole uccidere, far del male.Generazione contaminata dai frutti avvelenati dei mass media. Lo dice con determinazione, ma anche con la sicurezza che non siamo soli. La certezza della speranza per ciascuno, nessuno escluso.

Un intervento giusto per il momento. Una data da ricordare e da cui ripartire. Testimonianze. Don Tonino. È uno dei primi ad aver seguito Chiara 25 anni fa: ricordando il momento del suo sì sorride. Da allora non si è certamente risparmiato. Dal Brasile alla Bosnia. Dice, prima di terminare la sua testimonianza: «Questa è la famiglia che il Signore ha voluto per me!».


Lui è un ragazzo Brasiliano: si chiama Jefferson. Poco più che ventenne. Porta i segni della  disperazione della droga, della violenza, sul suo viso. Una testimonianza forte, ai limiti. Poi la fede. Ripete il suo credere. Si commuove. Dalle sue parti la vita di una persona sembra non valere niente. Al termine, in silenzio, migliaia di fratelli lo abbracciano mentre scende dal palco. Tutto avviene in maniera lieve.

È la volta di Nek. Pochi minuti sul palco con semplicità. Straordinario. Come semplice,incredibile è la colonna sonora del film ‘Mission’ suonata dal più  grande flautista a livello mondiale, Andrea Griminelli. Ad accompagnarlo al piano Marco, ad occhi chiusi. Incredibile. La pausa per mangiare è fatta d’incontri, parole. Sorrisi. Un: «Io ci sono!» sottinteso, neanche poi tanto.

Durante la messa celebrata dal cardinale Sua Em. Marc Ouellet. Il momento delle ‘Promesse’. 82 persone.Chiara è in prima fila ad abbracciare ciascuno, con accanto don Davide e Daniela. È bella la frase pronunciata prima della benedizione da sua Eminenza Ouellet:«Sono impazzito anch’io un po’ con voi!».

La sera il messaggio di don Davide ci ha raggiunto appena arrivati a casa: il santo Padre, Papa Francesco, aveva inviato un video messaggio di auguri per l’anniversario. Poco prima della comunione mi ero alzato in fila, mi ero girato e avevo visto dietro di me Filippo.  Un momento, un solo istante per pronunciare insieme sottovoce: «Questa è Nuovi Orizzonti!!!». 

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