GiovaniPensieri e Riflessioni

Un futuro luminoso

E’ iniziato un nuovo anno. Richiusi il panettone e lo spumante, riprendiamo le corse a lavoro e l’ansia dei compiti di scuola. Stiamo togliendo luci, nastri, e forse ricominciamo la dieta dopo aver goduto delle festività.

Ma prima di rientrare nel solito “mordi e fuggi” quotidiano, vorrei fermarmi a metabolizzare tutto. Tra le varie attività invernali, il Capodanno di Luce 2020 qui in Cittadella Cielo.

Abbiamo infatti festeggiato l’ultimo dell’anno assieme a circa 100 ragazzi che, dalle 20:00 sono stati accolti con un aperitivo di benvenuto.

  • Verso le 21:00 tutti in refettorio per una cena a buffet grazie al servizio dei nostri volontari.
  • Dalle 22:30 in poi è continuata la serata in un clima diverso dal solito: alcune canzoni scritte e cantate dai nostri giullari hanno fatto da cornice a tre testimonianze di vita, inattese e profondamente umane.
  • Alle 23:30 abbiamo proseguito con un momento speciale: adorazione eucaristica, tutti attorno all’altare, per finire l’anno vecchio e cominciare l’anno nuovo assieme a Gesù, ringraziandolo, cantando e lodandolo per questa vita. Durante questo momento, ai ragazzi è stato lasciato uno spazio in cui rendere concreto il ringraziamento per questo anno passato. Un abbraccio, una parola sussurrata, uno sguardo amichevole sono state sfumature di questa comunicazione.
  • La festa poi è proseguita fino alle 2:30 circa, con brindisi, balli, musica dal vivo con dj set per tutti i ragazzi che con noi hanno deciso di festeggiare un capodanno alternativo.

Ma voglio usare le parole di Francesca e Anna, che hanno partecipato al capodanno con noi per la prima volta, che meglio esprimono questa esperienza speciale e ci accompagnano verso un nuovo inizio, con l’augurio che sia il più luminoso possibile:

“In questo Capodanno a Cittadella il momento più bello per me è stato quello dell’adorazione, durante la quale ho potuto ringraziare il Signore per la grazia che ho ricevuto nell’anno appena passato. Ho capito di essere figlia di un Padre che mi ama e che mi considera una meraviglia stupenda. È questo che mi ha permesso di credere in me stessa e nelle mie potenzialità, e mi ha dato il coraggio di fare cose di cui non mi sentivo all’altezza. Mi sono sentita rivestita di amore.

Mi ha colpito la testimonianza di Marcello, quando ha detto che per raggiungere la pace interiore bisogna scavare dentro di sé. Sentivo che era stata una cosa difficile per lui, ma che lo aveva liberato. Spero anch’io di riuscire a scavare dentro di me, nelle mie fragilità, nelle ferite del cuore per raggiungere la pace. Sento che è il passo successivo fare. Poi ho pensato spesso a come potrebbe essere l’anno di volontariato in comunità e a cena si è seduto con noi un signore che ci ha raccontato come sta vivendo il suo anno a Cittadella Cielo e che, se avesse un figlio, gli consiglierebbe di farlo. Ho percepito questa testimonianza non come un caso. Non so ancora cosa Dio abbia in progetto per me. Quello che farò sarà affidarmi a Lui.”

Francesca, 20 anni

“Sono stata al Capodanno a Cittadella. È stata la mia prima volta. Ho ascoltato la testimonianza di Salvatore. Ha parlato dei giorni che hanno preceduto la morte imminente del papà. Lui e suo fratello hanno pregato Dio affinché non soffrisse e così è stato.

Lo sguardo di Salvatore non sembrava triste o afflitto, ma appariva raggiante, come se avesse fatto esperienza di un pezzo di Paradiso. È possibile in un momento di così grande sofferenza trovare la chiave per viverla con gioia e gratitudine verso Dio?

Lui ci è riuscito. Chissà se un giorno ci riuscirò anche io. Anche il momento dedicato al ballo è stato diverso dal solito: in genere, in discoteca si pensa a se stessi, a essere il più possibile carini, sensuali. Non si guarda in faccia nemmeno le persone con cui si sta ballando. In questo Capodanno invece ho ballato con altri in un atteggiamento di armonia, serenità, libertà e profonda gioia. Non mi sono mai sentita giudicata e per questo li ringrazio tutti.

Però il momento più bello è stato quando è scoccata la mezzanotte. Non c’è stato un sollevamento di calici, o un semplice scambio di auguri tra parenti. Siamo passati dall’anno vecchio a quello nuovo ringraziando Gesù. Cantavamo tutti in coro ‘Grazie! Grazie!’. Quel vuoto che di solito rimane alla fine del countdown è stato rimpiazzato da una sensazione di pienezza.”

Anna, 20 anni

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