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Dio si prende cura di noi, tutto concorre al bene

In questo momento particolare, la nostra parrocchia S.Giuseppe Cottolengo a Roma ha risposto all’invito del Papa di uscire e andare incontro alla gente. Ovviamente questo non è sempre fisicamente possibile e allora il parroco Don Giacomo ha attivato una newsletter, aggiornamenti scritti inviati via mail alle caselle personali, per raggiungere costantemente tutti i parrocchiani. Sono così giunte richieste anche da altre diocesi, portando questa iniziativa oltre i confini territoriali della parrocchia. 

Roma, Sabato 14 marzo 2020
Parrocchia San Giuseppe Cottolengo

Carissimi amici, fratelli e sorelle in Cristo,
è difficile essere parroci in tempo di Coronavirus, ma è anche molto stimolante. 

Vi confido che in questi giorni, in mezzo a tante domande, qualche lacrima di smarrimento, tanto silenzio, mi sono venuti agli occhi del cuore i vostri volti, più e più volte, ed è stata vera consolazione.

Mi mettevo in cappellina a pregare e invece di venirmi in mente pensieri o idee, mi si affollavano i vostri nomi, le vostre vicende, le vostre speranze, paure, desideri, … era come se Dio non mi aiutasse dandomi idee o concetti, ma lo facesse regalandomi il gusto delle relazioni costruite in questi mesi. 

Dio è sapiente: conosce molto bene una profonda verità, visto che ci ha creati Lui. Noi non siamo consolati da brillanti idee o concetti. Le nostre paure e le nostre solitudini non vengono annullate da un ragionamento efficace.

Ciò che realmente dona pace e serenità è la gioia di una relazione. È quando accanto a noi ci sono le persone importanti che allora sperimentiamo sentimenti di benessere spirituale ed esistenziale. 

C’è un modo diverso ora di manifestare la presenza e la vicinanza.
Sant’Agostino direbbe che l’assenza è la nuova forma di presenza.

Il vuoto che percepiamo è il modo attraverso cui capiamo quanto le nostre vite siano piene. 

E un virus potrà pure avere il potere di far ammalare alcuni di noi, ma NON AVRÀ IL POTERE DI ROVINARE O RAFFREDDARE LE NOSTRE AMICIZIE!!! Anzi!!! Questo virus, come ogni occasione difficile della vita, se siamo capaci di viverlo come un’opportunità e non solo come una disgrazia, ci aiuterà a rinsaldare, a non sprecare più fiato, tempo, energie. Ci aiuterà a capire chi sono i veri amici; ci purificherà da convenienze e utilitarismi, ci farà uscire più forti di come ne siamo entrati!!! 

Scusate se mi permetto di dire un’altra cosa… non è vero che tutto andrà bene… Non ho il coraggio di dire questa frase ai miei amici del Nord Italia che sono intubati o lo sono stati nei giorni scorsi, né ai miei parenti di Vo’ Euganeo che hanno subito limitazioni ben più pesanti di noi, o ai miei amici preti della Lombardia che non hanno potuto accompagnare i morti del proprio paese celebrando un funerale dignitoso. Non è vero che tutto andrà bene… non per tutti almeno.

È vera un’altra cosa, molto più potente della frase “andrà tutto bene”. È una frase di San Paolo (Lettera ai Romani cap. 8, versetto 28):

“Tutto concorre al bene, per coloro che amano Dio”. 

Vi assicuro, è una frase molto più potente se entrate dentro ad essa con tutto voi stessi!!!
Qualunque cosa possa accadere, fosse anche la più difficile da affrontare, non solo finirà bene, perché, anche nella peggiore delle ipotesi, il nostro destino è e rimane il Cielo, ma soprattutto servirà per il nostro bene!!!

Impariamo a trasformare le difficoltà in opportunità. 

Ho volontariamente usato il verbo “trasformare”. Non si tratta solo di un vedere in modo diverso, tipo la storia del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno. Si tratta proprio di operare una trasformazione!!!

La nostra fede è potentissima!!! Giunge a trasfigurare ogni cosa. 

Ben vengano allora gli arcobaleni dei nostri bambini e ben venga tutto ciò che risponda alla speranza del “tutto andrà bene”. Ma non accontentiamoci: andiamo oltre, osiamo, corriamo verso un di più che stavolta è proprio a portata di mano. 


C’è bisogno di tutti e di ciascuno!

Siamo isolati, ma non abbandonati. Dio è con noi, per donarci il “come” vivere questa assurda e surreale situazione. Non ci vediamo, non ci incontriamo, ma ognuno di noi, chiuso nella propria abitazione può essere quella fiammella di speranza e di forza, anche perché sa che al piano inferiore, o al di là del muro, o nel palazzo accanto, ci sono altre persone che stanno compiendo la stessa scelta. 

Potrei impegnarmi ancora di più per innalzare una grande luce a partire dalla Chiesa Parrocchiale. Ma non sarebbe efficace come moltiplicare le fiammelle in ognuna delle vostre case.


Immaginate…. Una grande fiamma ai piedi della fornace o una miriade di fiammelline, da Via Anastasio II fino in fondo alla Valle??? 

Vi immaginate che cartolina ne uscirebbe fuori? Ecco, questo siamo chiamati a vivere. C’è bisogno di tutti e di ciascuno. Inventiamocele tutte perché la bellezza del nostro essere cristiani, del nostro essere italiani giunga a splendere nel suo più travolgente fascino. 

Poco importa se la tua fede è un riflettore da Hollywood o un lumicino tremulo. Poco importa se la tua vita è quella di una Madre Badessa o se sia piena di contraddizioni e di lontananze da presunte morali o tradizioni. Ora ciò che conta è quanto ami, quanto stai riempendo le tue giornate di presenze di amore, dato e ricevuto. Tutto il resto sta a zero…. 

E perché tutto ciò non resti retorica, vi chiedo una collaborazione. 

È difficile raggiungere tutti, soprattutto coloro che non hanno internet; penso agli anziani o semplicemente a chi non è pratico di web o di smartphone.
Pensate a qualcuno del vostro palazzo che può avere beneficio dal ricevere questa e altre lettere che seguiranno nei prossimi giorni. Stampategliela e infilatela sotto la porta di casa. 

Altra cosa: se sapete che qualche anziano è in difficoltà per andare a fare la spesa o per andare in farmacia, fatecelo sapere. Abbiamo già molte persone che si sono offerte volontarie per essere a servizio di coloro che rischiano di pagare il prezzo più alto. 


Come parrocchia, celebriamo la S. Messa in diretta streaming sulla Pagina Pubblica Facebook “Parrocchia San Giuseppe Cottolengo ROMA”, dal lunedì al sabato alle ore 19.00 e la domenica alle ore 11.00. 

Dalla Conferenza Episcopale Italiana ci giunge anche una nuova proposta: Giovedì 19 marzo, alle ore 21.00, Solennità di San Giuseppe, accendete una candela alla finestra di casa e ritrovatevi per pregare assieme il Rosario, con i Misteri della Luce. O, in ogni caso, fermatevi assieme per ringraziare Dio e pregarlo assieme, chiedendo l’intercessione di San Giuseppe per questo momento così impegnativo. 

Vi segnalo anche un sito allestito in velocità dalla Conferenza Episcopale Italiana, https://chiciseparera.chiesacattolica.it, che è un aiuto per pregare da casa propria in questo periodo. In esso trovate inoltre l’intero palinsesto delle trasmissioni delle varie celebrazioni liturgiche. 

Restiamo uniti e celebreremo la Festa più bella di sempre.

Con affetto 

Don Giacomo Pavanello

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