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Un tuffo … in Brasile: l’incontro con il povero, l’incontro con la mia povertà, un incontro con l’Amore.

 Il rischio di tornare ricchi,  di bastare a se stessi,  ogni istante è sempre presente ogni qualvolta ci sentiamo minacciati dalla situazione che abbiamo davanti o dall’altro , diverso da noi, ecco che siamo pronti a mantenere le distanze! Questa la nostra povertà umana. Quel bisogno di difendersi per paura del vero rischio che vale la pena correre per vivere: il rischio della relazione umana, il rischio dell’Amore, di soffrire e far soffrire.

Quanto facilmente torno a chiudere gli occhi per non vedere chi accanto a me grida di dolore, in silenzio o con violenza,  semplicemente perché non mi sto accorgendo di non voler ascoltare in primo luogo il grido delle mie povertà, delle mie vulnerabilità! Quanto è più semplice innalzare barriere a volte, piuttosto che tornare piccoli e riconoscersi bisognosi!

Il mio pensiero vola all’esperienza vissuta in Brasile lo scorso settembre. Nelle favelas di Fortaleza e Quixadà è immediato l’impatto con  una realtà davanti alla quale non puoi chiudere gli occhi e far finta di niente. Invano il tentativo di non ascoltare e allontanare ciò che risuona dentro te  davanti ad una povertà che è al limite.

In Italia i poveri che versano in situazioni di disagio sociale sono presenti come anche in Brasile, solo che rispetto alle nostre città italiane,  lo stato di povertà in cui vive quel 40 % della popolazione latino americana, definita “povera”,  è estremamente evidente!

Nelle vaste aree marginali di Fortaleza, città ricchissima, piena di grattacieli e grandi strutture, è presente una vasta popolazione di poveri, oggetto di ogni tipo di sfruttamento nel lavoro, nel traffico di droga , sfruttamento sessuale nella prostituzione minorile  e nella violenza. Tutto questo  stride con  la realtà imponente e ricca della grande città.

Poveri privi di ogni minima integrazione sociale, che nessuno guarda e nessuno osa avvicinare, ormai rassegnati. Poveri di cultura, poveri di istruzione, poveri di relazioni, poveri di beni di primissima necessità.. poveri nell’anima !

Solo quando arrivi a sentire  il grido dell’anima di questi tuoi fratelli che non osano più gridare, né parlare, non puoi rimanere a guardare, far finta di niente o farti schiacciare da un dolore che “fa ciack” con il tuo dolore, il tuo non capire, la tua povertà di Amore.

L’impatto è forte, non ce la fai razionalmente a comprendere e se ti sforzi di capire …”ci rimani sotto”! Allora scegli davvero la Vita. Anzi, ti si apre davvero la strada della Vita come unica via possibile per far fiorire in te e intorno a te l’Amore..un pò di Amore… e sperimenti quel miracolo della donazione… doni il niente che hai e ottieni TUTTO, tutto quello che ti serve … per Grazia!

Ecco che con un piccolo “sì”  vedi entrare Gesù, riconosci in te e intorno a te quel seme che genera Amore … a Lui basta un sì. Questa è l’esperienza che dà Vita: nella mia povertà, nelle mie ferite  far entrare Lui che desidera venire  proprio lì dove riconosco la mia debolezza.

Ogni cuore ricco è un cuore vulnerabile, ogni cuore in cerca di successo e  potere è un cuore vulnerabile.

Ogni uomo violento, alcolizzato, drogato ha un cuore ferito dalla violenza  che, a torto o a ragione, si è sentito rifiutato, usato, non amato.

E quando ci sentiamo sazi, pieni delle nostre certezze, che non portano tuttavia quella felicità che stiamo cercando, perché non proviamo a correre il rischio di fermarci ed ascoltare la nostra vulnerabilità, la nostra povertà?

Perché non provare a investire senza spendere o acquistare chissà cosa per star meglio,  e investire piuttosto su Chi vuol farsi incontrare come Povero venuto tra i poveri e non ci chiede nulla in cambio?

E ancora, perché innalzare la barriera della paura e non riconoscere il nostro essere vulnerabili per accogliere Colui che ci ama proprio lì?

In questo tempo di Avvento rivolgo un invito a tutti voi: quello di provare a donare insieme il nostro piccolo Sì a Lui, venuto nel mondo come povero tra i poveri, perché possa  farsi presente ogni giorno in modo nuovo e salvarci in ogni nostra povertà con il Suo Amore.

Un grazie di cuore a Chiara che ha reso possibile questa esperienza, questo sogno che tenevo nel cassetto ed ha preso vita! Un grazie a voi, fratellini e sorelline con cui ho condiviso questa esperienza, un GRAZIE a Gesù per queste guarigioni del cuore, per avermi permesso l’incontro con la parte più lontana e vulnerabile di me e per averla riconosciuta come strada preferenziale per accedere alla VIA dell’ Amore.

Ancora grazie Gesù per ogni povero incontrato, in cui ho potuto riconoscere il Tuo volto, piccolo, nudo, vulnerabile, ferito, affamato di Amore che ha reso la mia Gioia piena in Te.

 

Dio ci ha mandato il Figlio per toccarci nella nostra vulnerabilità e, da parte sua, il Signore ci manda a rivelare agli uomini non soltanto che essi hanno diritto di essere vulnerabili, ma che Dio li ama proprio nella loro vulnerabilità. Quando un uomo scopre di essere amato, fa cadere le barriere e l’odio scompare”  .

( Jean Vanier, Povero tra i poveri )

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3 thoughts on “Un tuffo … in Brasile: l’incontro con il povero, l’incontro con la mia povertà, un incontro con l’Amore.”

  1. Grazie di cuore cara Anna….non potevi saperlo ma sto anch’io vivendo qualcosa di molto simile…e forse per la prima (o meglio la seconda…) volta nella mia vita credo di essermi un po’ più avvicinato a quello che significa veramente il Natale…e soprattutto di SENTIRNE DAVVERO QUESTO NUOVO SENSO NEL MIO CUORE…beh grazie per aver reso con le parole ciò che non sarei mai riuscito ad esprimere….SOLO GRAZIE DAVVERO!! :))) TI VOGLIO TANTO BENE :))

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