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Mamma coraggio rinuncia alla chemio per far nascere il figlio…

Se sperimenti sulla tua pelle quanto sia un dono ogni vita, la tua e di ogni più piccola creatura portata in grembo, se sperimenti quanto non sia scontato e, anche se cerchi un figlio, non è detto che arrivi o non è detto che se resti incinta riuscirai ad abbracciarlo…

Soprattutto se sperimenti che c’è un obiettivo più grande per ogni scintilla di vita, che è quello di amare ed essere amati, allora si può comprendere il coraggio di Silvia Pozzan.

Rinunciando, durante la sua gravidanza, alla chemioterapia che le avrebbe fatto perdere il feto Lorenzo, non riesce a combattere in tempo quel brutto male che l’ha portata alla morte…o che è stato la sua strada per il Cielo.

Avrà avuto paura? Probabilmente tanta. Avrà pianto? Assolutamente sì. Avrà avuto dubbi? Forse sì, io credo di no.

Anche se lasciare suo marito e tutta la vita in questo mondo non sarà stato affatto semplice. «Amatevi gli uni gli altri. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici…»

Non credo che abbia dubitato della sua scelta perché la sua maternità era completa, non solo biologicamente ma anche spiritualmente, non era un altro da sé che portava in grembo, ma la realizzazione del più grande degli amori…

Come pensare di ucciderlo? Come è possibile che ci sia anche solo una persona con il cuore così gelido da considerare ammissibile l’aborto – omicidio – di un bambino oltre la ventesima settimana  e non solo? È un abominio, una bestialità inconcepibile.

Una madre presente a se stessa è ben consapevole che fin dal primo giorno custodisce la vita dentro di sé. Lo sa e basta. E se dovesse avere dubbi, allora una soluzione dovrebbe essere l’ascolto, il sostegno, il supporto per permetterle di non uccidere.

E quel bambino/a potrà avere la possibilità di diventare ciò per cui è stato pensato da Dio, ma anche di soffrire e poi di gioire, di cadere e di rialzarsi, di crescere, di sognare.

 

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