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…a proposito di MISTERO D’AMORE!

Siamo già nel cuore del percorso quaresimale e ci stiamo lasciando guidare – immagino – dalla sapiente guida che Chiara ci ha offerto con il suo libro: Mistero d’Amore.

Quale altra introduzione più bella, più emozionante, più sapiente di quella che anticipa il testo composta da Piero Coda, teologo e amico di Chiara? Essa prepara la nostra anima ad entrare nel testo e nei misteri che il testo rivela con la misura giusta dettata dalla consapevolezza della nostra piccolezza da una parte e, dall’altra, del dono immeritato che abbiamo tra le mani.  Buon cammino a tutti…

 Dio ci raggiunge in tanti modi. E ci raggiunge là dove siamo, in qualunque luogo e in qualunque situazione ci troviamo. Ci raggiunge col suo amore: che è senza misura. Ci raggiunge in Gesù: il volto del suo amore per ciascuno di noi.

È questo il “mistero d’amore” di cui si dice in queste pagine. O meglio di cui queste pagine sono testimonianza, una testimonianza nutrita di preghiera e di assimilazione della Parola di Dio, una testimonianza che si presenta da sé, senza bisogno che qualcuno la introduca.

Eppure, Chiara Amirante, alla cui penna ma prima al cui cuore e alla cui vita queste pagine debbono l’esistenza, mi ha chiesto di scriverne qualcosa. E così mi ha fatto un dono. Perché ho avvertito, da questo invito, che mi sente in qualche modo – nel modo in cui Dio mi ha chiamato – accanto a sé, nella divina e umanissima avventura che sta vivendo per seguire Gesù nel suo venire incontro a noi.

Sì, l’avventura cristiana nasce quando ci si accorge che Dio ci cerca, da sempre, e ci raggiunge in Gesù. È allora, quando fissiamo i nostri occhi nei suoi, che la luce del suo amore c’infiamma e ci trasforma. Tutto in una volta: perché ci rapisce e porta con sé, strappandoci da dove siamo. E passo dopo passo: perché allora comincia un cammino lungo il quale, con infinita pazienza, egli ci accompagna, ci rialza quando cadiamo, ci riacciuffa quando facciamo qualche passo indietro, ci riveste poco a poco del suo amore.

Quand’è così, quando questo accade per davvero, inizia un’altra avventura dentro la nostra personale avventura. Non è possibile tener questo amore tutto per sé, lo si vuole e lo si deve comunicare agli altri: proprio così come l’abbiamo sperimentato noi. È troppo bello! È troppo grande! È troppo decisivo! È questo l’abicì dell’avventura cristiana. Eppure…eppure, quanto è nuovo e sconvolgente e carico di verità e di vita ogni volta che accade!

Così è stato ed è di Chiara Amirante e della comunità “Nuovi Orizzonti” che Dio ha generato e genera dal suo cuore. È una boccata d’aria fresca, è una scintilla dell’amore di Dio che, caduta in un’anima, appicca un incendio. Chi di noi non intuiva, almeno di scorcio, il disagio profondo, a volte persino infernale, di tanti giovani nelle nostre città? Chi non sapeva, almeno confusamente, dell’esistenza di quel “popolo della notte” di cui ci parla Chiara Amirante in queste pagine?

Ma lei guarda in faccia questa realtà. La guarda con l’anima, e cioè con il cuore e gli occhi dell’amore di Dio: Gesù. È Gesù – come dice lei stessa, con intensa intuizione spirituale – che scende negli inferi di questa notte. Sino in fondo. Per incontrare, alla fine di quel tunnel buio, gli occhi di chi assurdamente vi è caduto prigioniero. Per guardarli intensamente, con amore, quegli occhi, sino a che si riaccenda in essi la luce della vita.

Sino a che, questi occhi, si aprono stupiti, grati, affascinati e decisi, sui “nuovi orizzonti” che solo l’amore di Dio, in Gesù risorto, può e sa dischiudere. Colorando dei mille colori dello Spirito Santo la nuova esistenza che così si dischiude e s’irradia intorno: i colori della gioia, della pace, della fortezza, della libertà, della fraternità.

Non si tratta di parole – l’ho già detto. Si tratta di vita e di esperienza, illuminata e sostenuta e guidata dalla luce di Gesù risorto. Si tratta di calarsi con Lui, in Lui, nell’abisso degli inferi che, come un buco nero, divorano il cuore di tanti, di troppi. Si tratta di annunciare lì – non con le parole, ma con il fatto stesso che per amore e con amore lì ci si è calati – che l’amore di Dio è più forte della morte. Di qualunque morte. Ogni tempo, penso, conosce i suoi inferi. E il nostro tempo conosce gli inferi che lo sguardo d’amore di Gesù – in Chiara e nei tanti che la seguono – ha scoperto e illumina col solo fatto di rivolgersi a chi vi è caduto dentro con lo sguardo di Gesù. L’amore di Dio, la luce di Cristo, penetra così – ancora una volta, e in modo unico e singolare – nell’oscurità di questa tenebra e da sotto e da dentro la squarcia, liberando figli e figlie di Dio dall’abbraccio gelido della morte che è frutto del non amore.

Piero Coda, PREFAZIONE (1)

 

 

 

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