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La terza via

carissimi amici,

ho pensato tanto se scrivere o meno questo articolo; mi sembrava troppo personale, troppo delicato, mi sembrava anche di “rubare” uno spazio che dovrebbe essere pubblico per qualcosa di troppo privato.

Poi però ho letto l’articolo di Chiara, e ho visto con quanta umiltà e con quanto affetto ha voluto condividere con tutti noi ciò che sta vivendo, quindi mi sono decisa.  In fondo ciò che ci succede e come decidiamo di affrontare le cose, se le rimettiamo in Lui, forse non è più un fatto privato, perchè ogni occasione può essere utile per dar gloria a Dio.

Come forse molti sanno, la mia mamma è partita per il Cielo lo scorso 9 maggio, consumata letteralmente da un tumore al pancreas. Nel giro di due mesi l’ho vista trasformarsi nel corpo e nell’anima, seguendo due binari che andavano in direzioni opposte: mentre il fisico diventava sempre più irriconoscibile a causa della malattia, misteriosamente nel suo cuore abitava una pace sempre maggiore.

Come immaginerete non è stato comunque facile, anzi, malgrado abbia ringraziato Dio per non averla fatta soffrire oltre (aveva dolori davvero insopportabili che solo dosi massicce di morfina attenuavano un pò), il distacco è stato dolorosissimo, e lo è tuttora.

Mio padre e mia zia, che ha sempre vissuto con noi e per me e mio fratello è come una seconda mamma, hanno cercato di farsi coraggio, e di sicuro sono stati sostenuti da una grande Grazia, merito di tantissime preghiere salite al Cielo per loro.

In tutto questo periodo papà aveva una tosse che non passava mai; il medico diceva che era una brutta bronchite, lui ovviamente non si curava perchè aveva altre preoccupazioni. A settembre, però, visto che non guariva, decidiamo di fare le lastre: compare una grande macchia scura, e scatta il panico. La tac conferma che si tratta di un tumore, che invade quasi tutto il polmone destro.

In breve: ora papà (che nel frattempo è dimagrito tantissimo e ricorda spaventosamente il consumarsi di mia mamma) è sotto chemio e radioterapia, perchè nel frattempo il tumore ha attaccato anche la testa del femore.

E’ davvero una prova dura per la mia piccolissima fede!

Di fronte a tutto questo, ho, o almeno credevo fino a ieri di avere due possibilità: mi arrabbio seriamente con Dio o accetto la Sua volontà.

Mi ci sono arrabbiata, e anche tanto, e non mi vergogno di ammetterlo. Solo che poi ho capito che la rabbia era dolore, e che gridarlo a Lui era forse una delle preghiere più vere che potessero sgorgare dal mio cuore.

Poi mi sono detta: io confido comunque in Lui. Non capisco, fa male, ma io confido in Lui e accetto la Sua volontà.

Ad essere sincera, però, nel mio cuore sentivo ancora tanta tempesta, tanta inquietudine.

Ieri, durante la Messa, don Ermanno (e lo ringrazio di cuore!) ci ha spiegato che la traduzione della frase di Maria “avvenga per me secondo la tua parola”, non rende esattamente il significato originario. In realtà, quell’ ‘”avvenga per me” ha il senso di una partecipazione attiva e fiduciosa, colma di speranza nel progetto di Dio!

ECCO LA TERZA VIA! Posso scegliere di partecipare attivamente al progetto di Dio per la mia vita, e in quella dei miei cari! Non so davvero a cosa porterà tutto questo, ma so che il mio Dio è misericordioso, e che se permette tanta sofferenza e tribolazione, se permette che in piccolissima parte partecipiamo alla sua Passione dolorosa, è perchè siamo chiamati anche e soprattutto a vivere in Lui la sua Passione gloriosa!

Non è da me la rassegnazione passiva; non mi consola, non mi è sufficiente, e penso che Dio non mi chieda questo. Sento invece che sono chiamata a partecipare attivamente al Suo piano, anche se non so dove mi porterà.

Ho un’immagine nel cuore: capita a volte che debba convincere la mia piccola Ester a venire con me da qualche parte. A volte fa i capricci, punta i piedi e si arrabbia. Altre volte mi dà la mano e molto abbacchiata mi segue con espressione da agnellino immolato. Altre volte, invece, mi dà la mano e con entusiasmo decide di correre con me. Non sa dove la porterò, ma decide in cuor suo di fidarsi della sua mamma, perchè sa che non le può accadere niente di male, e anche se avrebbe voluto fare qualcos’altro in quel momento, sa che dietro l’angolo forse l’aspetta qualcosa di più bello.

Credo sia questa la via.

Non dico sia facile, credo sia un esercizio di volontà e una Grazia da chiedere. Ma credo sia il presupposto per un germoglio di vita nuova che potrà fiorire nel cuore, e che forse porterà frutti inaspettati.

Scusate se ho “rubato” tutto questo spazio, ma mi sembrava il modo migliore per augurarvi un Buon Natale, con tutto il mio cuore; perchè possiamo essere come Maria servi del Signore, ma non in modo passivo e rassegnato, bensì pieni di fiducia e trepidazione, nella certezza che potremo essere con Lui e in Lui che si fa carne nella nostra vita!

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