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«Pago io!» Quando un bambino ha bisogno, va aiutato…

Roma. Nel suo tram tram quotidiano la capitale continua la sua corsa verso il weekend, verso i giorni del riposo. Bar, ristoranti, luoghi di attrazione sono pronti ad aprire perché in tanti possano trovare un luogo dove riposare dalle fatiche della settimana.

Siamo sempre a Roma. Ci sono persone che abitano nella periferia, nei dintorni, non al centro dell’attenzione di turisti e passanti. Se non ci si va a posta, non si conosce neppure l’esistenza di alcuni luoghi e di alcune condizioni di vita.

Ritorniamo a Roma centro e precisamente in Vaticano. In questi giorni si parla molto di don Corrado, un sacerdote polacco che decide di mettersi al servizio dei più poveri e bisognosi.

È l’elemosiniere di Papa Francesco. Questo cardinale fuori da ogni schema compie un atto che i più grandi media immediatamente hanno politicizzato.

D’altronde funzioniamo un po’ così oggigiorno: camminiamo nel conflitto, le tante scelte che si decidono di intraprendere diventano scelte contro qualcuno o qualcosa, la politica stessa fa propaganda accusando l’avversario e promettendo ciò che avrebbe dovuto fare e dare l’altro partito ma non ci è riuscito.

Poi ci sono invece le persone: giovani, bambini, anziani… 500 persone lasciate senza elettricità ed acqua calda per sei giorni.

Sono elemosiniere – afferma Corrado – conosco la situazione da tanto tempo. Dal Vaticano mandavamo l’ambulanza, i medici, i viveri. Stiamo parlando di vite umane!»

Quanti, alla lettura dei titoli dei quotidiani più importanti o dei servizi televisivi più seguiti, non si sono subito messi dalla parte della giustizia? È giusto o meno pagare un debito? Si sono svegliati i politici del momento in piena propaganda in vista delle elezioni, si sono svegliati i bravi cattolici tradizionalisti, si sono svegliati gli enti pubblici. È bastato un gesto che vada al di là di ciò che è giusto, perché ama la vita umana, per suscitare tanto clamore.

Eppure stiamo parlando di vite umane…

Ma di cosa ha bisogno l’uomo contemporaneo? Cosa vorresti, tu lettore, che qualcuno facesse per te? Pagarti i debiti, risolverti i problemi, chiudere alcune situazioni ostiche?

Si parla di soldi – ricorda l’elemosiniere  –  ma non è questo il primo problema. Ci sono i bambini. E allora la prima domanda da porsi è: perché sono lì, per quale motivo? Com’è possibile che delle famiglie si trovino in una situazione simile?»

Siamo a Roma e un sacerdote con una missione particolare ha compiuto un gesto altrettanto particolare, che va ben al di là delle bollette: ha avuto il coraggio di vedere, di abbracciare e di risollevare la dignità di queste persone.

Di cosa abbiamo bisogno allora? Forse vorremmo essere semplicemente visti. C’è però chi ha confuso l’essere visti con l’andare sotto i riflettori per affermare banalmente la propria ragione e la propria giustizia

Se fossi stato io lì, in quelle condizioni, in quell’ambiente sociale, avrei ancora il coraggio di dire: non è giusto? Forse direi grazie, perché finalmente qualcuno mi ha visto nella mia povertà ed ha avuto il coraggio di risollevarmi.

Forse il debito più grande finirà nel momento in cui la povertà non sarà un problema da risolvere ma un’occasione per tirare fuori l’umanità che ha il coraggio di incontrare l’altra parte dell’umanità, quella ferita.

Siamo a Roma e qualcuno ha avuto il coraggio di mettere al centro la persona. Grazie, don Corrado!

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