Spiritualità

Lettera per i gruppi di preghiera – Maggio 2015

Pentecoste si avvicina, giornata di centrale importanza nel cammino spirituale della nostra splendida famiglia di Nuovi Orizzonti. Quale modo migliore per prepararsi al dono dello Spirito Santo il fermarsi ad approfondire alcuni passaggi chiave della bolla di indizione dell’Anno Santo della Misericordia? Senza accoglienza della misericordia di Dio, il cuore resta chiuso!! Allora apriamoci alle parole del Papa, così da essere facilitati nell’accoglienza dell’Amore misericordioso di Dio, attraverso il dono dello Spirito Santo.

Buona lettura e buona preghiera!!

Lettera per i gruppi di preghiera – Maggio 2015

Eterna è la sua misericordia.”

(Sal 136) 

 

Carissimi amici,

in quest’ultima parte del Tempo Pasquale, ci prepariamo alla Pentecoste, che vivremo assieme presso il Centro Mariapoli di Castelgandolfo, con gli atteggiamenti ed i gesti che il Papa ci suggerisce nella Bolla d’indizione dell’anno giubilare della Misericordia.

ATTENZIONE!! Per Pentecoste, momento più importante dell’Anno per il nostro cammino, è necessario iscriversi online. Indicazioni precise possono essere reperite cliccando qui, assieme anche ad alcune info per l’estate ormai imminente.

Ma ora immergiamoci nelle parole del Santo Padre.

1. “Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia. È fonte di gioia, di serenità e di pace. È condizione della nostra salvezza. Misericordia: è la parola che rivela il mistero della SS. Trinità. Misericordia: è l’atto ultimo e supremo con il quale Dio ci viene incontro. Misericordia: è la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita. Misericordia: è la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato.”[1]

2. “Eterna è la sua misericordia”: è il ritornello che viene riportato ad ogni versetto del Salmo 136 mentre si narra la storia della rivelazione di Dio. In forza della misericordia, tutte le vicende dell’antico testamento sono cariche di un profondo valore salvifico. La misericordia rende la storia di Dio con Israele una storia di salvezza. Ripetere continuamente: “Eterna è la sua misericordia”, come fa il Salmo, sembra voler spezzare il cerchio dello spazio e del tempo per inserire tutto nel mistero eterno dell’amore. È come se si volesse dire che non solo nella storia, ma per l’eternità l’uomo sarà sempre sotto lo sguardo misericordioso del Padre. Non è un caso che il popolo di Israele abbia voluto inserire questo Salmo, il “Grande hallel ” come viene chiamato, nelle feste liturgiche più importanti. … Sapere che Gesù stesso ha pregato con questo Salmo, lo rende per noi cristiani ancora più importante e ci impegna ad assumerne il ritornello nella nostra quotidiana preghiera di lode: “Eterna è la sua misericordia”.[2]

3. “Provocato dalla domanda di Pietro su quante volte fosse necessario perdonare, Gesù rispose: « Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette » (Mt18,22), e raccontò la parabola del “servo spietato”. … La parabola contiene un profondo insegnamento per ciascuno di noi. Gesù afferma che la misericordia non è solo l’agire del Padre, ma diventa il criterio per capire chi sono i suoi veri figli. Insomma, siamo chiamati a vivere di misericordia, perché a noi per primi è stata usata misericordia. Il perdono delle offese diventa l’espressione più evidente dell’amore misericordioso e per noi cristiani è un imperativo da cui non possiamo prescindere. Come sembra difficile tante volte perdonare! Eppure, il perdono è lo strumento posto nelle nostre fragili mani per raggiungere la serenità del cuore. Lasciar cadere il rancore, la rabbia, la violenza e la vendetta sono condizioni necessarie per vivere felici. Accogliamo quindi l’esortazione dell’apostolo: « Non tramonti il sole sopra la vostra ira » (Ef 4,26). E soprattutto ascoltiamo la parola di Gesù che ha posto la misericordia come un ideale di vita e come criterio di credibilità per la nostra fede: « Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia » (Mt 5,7) è la beatitudine a cui ispirarsi con particolare impegno in questo Anno Santo.”[3]

4. “È mio vivo desiderio che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle opere di misericordia corporale e spirituale. Sarà un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre di più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina. La predicazione di Gesù ci presenta queste opere di misericordia perché possiamo capire se viviamo o no come suoi discepoli. Riscopriamo le opere di misericordia corporale: dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti. E non dimentichiamo le opere di misericordia spirituale: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti. Non possiamo sfuggire alle parole del Signore: e in base ad esse saremo giudicati: se avremo dato da mangiare a chi ha fame e da bere a chi ha sete. Se avremo accolto il forestiero e vestito chi è nudo. Se avremo avuto tempo per stare con chi è malato e prigioniero (cfr Mt 25,31-45).”[4]

Nel corso di questo mese, oltre alle intenzioni base per tutti i Cenacoli di preghiera, preghiamo per:

  1. la Chiesa, Papa Francesco, tutti i sacerdoti, perché l’attenzione ad usare Misericordia tocchi il cuore di ogni credente;
  2. la Pace, soprattutto nelle nazioni dove ci sono Cristiani che vengono perseguitati ed uccisi;
  3. la popolazione del Nepal, affinché riceva conforto da Dio e speranza dagli altri uomini;
  4. Chiara Amirante, la sua salute e le sue particolari intenzioni, Francisco Muniz (piccolo della gioia tra i primi ad inaugurare la Cittadella di Fortaleza) e tanti amici ed amiche vicini ai nostri Cenacoli, Gruppi e Comunità;
  5. tutte le Cittadelle Cielo sparse per il mondo, ma in particolare per quella di Frosinone, perché il Signore non faccia mai mancare il dono della provvidenza e presto si realizzi ogni Suo progetto;
  6. i detenuti e gli ammalati con i quali siamo in contatto, perché sentano forte la misericordia di Dio per loro e si impegnino ad esserne annunciatori;
  7. coloro che portano avanti le iniziative di evangelizzazione, affinché siano sempre più apostoli del perdono e della riconciliazione con Dio.

Vi ricordiamo poi lo spazio del network cdl, dove potete inserire le vostre intenzioni di preghiera.

Continuiamo a sostenere concretamente il progetto Cittadella Cielo di Frosinone, aderendo ad una delle iniziative proposte ed a quante altre la fantasia vorrà suscitarne.

Grazie a tutti voi per il continuo ed instancabile impegno a favore di quest’Opera di Dio.

“Il pensiero ora si volge alla Madre della Misericordia. La dolcezza del suo sguardo ci accompagni in questo Anno Santo, perché tutti possiamo riscoprire la gioia della tenerezza di Dio. Nessuno come Maria ha conosciuto la profondità del mistero di Dio fatto uomo. Tutto nella sua vita è stato plasmato dalla presenza della misericordia fatta carne. La Madre del Crocifisso Risorto è entrata nel santuario della misericordia divina perché ha partecipato intimamente al mistero del suo amore.”[5] 

don Ciro Vespoli

don Giacomo Pavanello

don Davide Banzato


[1] Misericordiae Vultus 2

[2] Misericordiae Vultus 7

 

[3] Misericordiae Vultus 9

[4] Misericordiae Vultus 15

[5] Misericordiae Vultus 24

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Don Giacomo Pavanello

Responsabile dell’Area evangelizzazione e prevenzione per l’Associazione internazionale Nuovi Orizzonti fondata da Chiara Amirante.

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