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Italia-Brasile: non solo una partita di Calcio

In tempi di Confederation Cup parlare di Italia-Brasile fa sognare una finale anticipata di un Mondiale da sognare nel 2014.
Ma Italia-Brasile non è solo il nome delle due nazioni che hanno innalzato l’ambita coppa più volte nella storia del calcio.
In altre stagioni parlare di Italia-Brasile fa pensare al carnevale più spettacolare del mondo: dall’eleganze di Venezia alla street parade di Rio de Janeiro al ritmo di samba e Bossa Nova.
Ma Italia-Brasile non è solo il ritmo di una maschera che anticipa quaranta giorni di digiuno.

Italia-Brasile è anche il suono di un volo chart che quotidianamente parte da Milano con destinazione Fortaleza: un volo alimentato da kerosene e testosterone che porta quotidianamente centinaia di italiani dall’altra parte dell’oceano ad uccidere i sogni di ragazzine che diventano madri troppo presto.

Italia-Brasile è quel servizio mai andato in onda al TG delle 20: quel servizio che mai ha raccontato la fame, la sporcizia, la povertà e l’abbandono in cui vivono migliaia di persone mai nate secondo l’anagrafe mondiale.

Italia-Brasile è l’operato silenzioso di centinaia (migliaia?) di volontari e missionari che quotidianamente raccolgono bambini e gettano barattoli di colla. Anonimi personaggi che si fanno carico di una sofferenza davanti alla quale si inorridisce, un dolore da cui si scappa.

Italia-Brasile è anche il racconto di questi volontari che vedono sorrisi inspiegabili nei volti di chi per casa ha una baracca e per toilet una pozzanghera. Sorrisi di futuri Ronaldo o Pelè che palleggiano con matasse di stracci recuperati dal cassonetto. Sorrisi di donne troppo giovani per essere madri e troppo segnate per essere ragazzine che allattano bambini ad un seno prosciugato.

E nel nostro piccolo Italia-Brasile è il sogno di un carisma che da anni attraversa l’oceano e che quest’anno si incontrerà per vivere un angolo di cielo: Italia-Brasile è un volo che decollerà tra qualche giorno con un gruppo di giovani desiderosi di attraversare l’oceano per vedere negli occhi questa gioia iscritta nei cuori di chi, di materiale, non ha nulla.

E se da una parte le nostre missioni in Brasile di Fortaleza e Quixadà ci attendono con il desiderio di ricevere qualcosa da chi parte dall’Italia, siamo ben certi che sarà il gruppo di volontari Italiani a ricevere molto di quello Spirito che fa del Brasile un vero popolo della gioia.

Ci saranno workshop, visite, evangelizzazione, condivisioni e quant’altro cercheremo di fare per il meglio, ma non sarà questo l’Italia-Brasile che si giocherà durante il mese di Luglio.

Forse, almeno per qualcuno, da oggi in poi Italia-Brasile sarà anche il ricordo perpetuo di uno scambio dove ognuno ha qualcosa da insegnare all’altro. Dove non si lotterà per una coppa ma si vivrà il sogno di un abbraccio che cambia la vita.

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1 thought on “Italia-Brasile: non solo una partita di Calcio”

  1. Hai scritto un vero bollettino news Franco : mi hai fatto venire i brividi. Magari parlassero davvero nei vari TG di quanto miseria il cuore misericordioso di Gesù riesce a trasformare in gioia grazie all’azione di chi della vera Fede evangelizzatrice si vanta nel concreto d’una vita volta all’Amore.
    Salutissimi

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